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Il Random Quiz dell’autogestione

di Lorenzo Tanzen Balbo

Triplice fischio, tutti nelle aule. Quelle di sempre. Siccome l’obiettivo della fiera era fare in modo che i frutti di questa autogestione – svoltasi dal 22 al 25 febbraio – maturassero col tempo, sarebbe stato ingiurioso far cadere nel dimenticatoio questi tre giorni di libertà vigilata. Come anche limitarsi a scrivere articoli “monoprospettici” per commentare ciò che è stato. Al fine di dare una visione dei fatti più dettagliata ed imparziale, meglio, dunque, affidarsi a pareri più autorevoli. I ragazzi selezionati per questo Random Quiz, vedrete, sono tutti volenterosi, acuti e preparati. Pertanto, bando alle presentazioni, parola agli attori.

Chi organizza. Ragazzi, a mente fredda, un bilancio su questa autogestione.

Chiara Vannini: “Siamo molto soddisfatti per il lavoro e di chi ha collaborato. Un grazie enorme va a Fabio Abagnato (Assessore ai Saperi e alle Nuove Generazioni del Comune di Casalecchio di Reno ndr), che ci ha aiutato ad imbastire una fitta rete di contatti. Partecipazione calante dal 74% fino al 61% del terzo giorno, purtroppo. Di questo siamo molto delusi: vediamo l’autogestione come un momento di rottura della monotonia scolastica. Avremmo potuto metterci in gioco e, invece, abbiamo perso l’occasione. Sia i prof sia la preside ci hanno comunque sostenuto e fatto i complimenti per il lavoro ben riuscito”.

Arianna Zanardi: “Sono stati tre giorni impegnativi e frenetici da gestire, ma il risultato è stato abbastanza soddisfacente: abbiamo organizzato molti gruppi interessanti con il coinvolgimento di numerosi esterni. Segnalo, però, molta poca partecipazione da parte degli studenti”.

Chi ritorna. Un confronto tra questi tre giorni e quelli dell’anno passato.

Luca Vanelli (matricola di Lettere Moderne): “Ammetto di non poter sviluppare un confronto equivalente, avendo vissuto molto più intensamente l’organizzazione strutturale della passata autogestione. Tuttavia, l’organizzazione mi è sembrata ben gestita anche in questa seconda occasione: confermato il sito per le iscrizioni e i numerosi gruppi, tutti molto interessanti e stimolanti”.

Samuele Abagnato (matricola di Ingegneria): “Rispetto all’anno scorso non trovo grosse differenze, se non nei numeri, ma ammetto di avere un punto di vista molto limitato. Mi è sembrato che i gruppi interessanti ci fossero e che molti ragazzi si siano messi in gioco per dare il loro contributo”.

Amarcord. Un ricordo particolarmente caro relazionato all’autogestione.

Chiara Vannini: “Sicuramente i problemi affrontati e risolti insieme e la soddisfazione dei ragazzi che hanno partecipato con passione ai gruppi, con tanta voglia di farne parte e l’interesse che gli si leggeva negli occhi”.

Alice Zoni (imperatrice della scorsa edizione): “Senza dubbio l’applauso finale del Collegio Docenti che, dopo aver remato contro l’organizzazione, in chiusura di manifestazione ne ha riconosciuto l’ottima riuscita”.

Federico Ramponi (ex-imperatore): “L’estenuante lavoro di preparazione, ma soprattutto il confronto di idee coi ragazzi del Nucleo Organizzativo (il collettivo istituito l’anno scorso proprio per organizzare l’autogestione, ndr).”

Col senno di poi. Quali le principali problematiche e cosa cambiereste tornando indietro.

Chiara Vannini: “Ci siamo mossi in ritardo: avremmo dovuto informare gli esterni con più anticipo. Rammarico per i “pacchi” dell’ultimo minuto (vedi Jam Session che ha scoperchiato 12 turni)”.

Matteo Sacco: “A mio avviso, principale criticità è stata l’attivazione troppo attardata del sito per le iscrizioni”.

Chi si sbatte. Che tipologia di gruppi avete organizzato e quanto impegno avete profuso per la loro realizzazione?

Raul Cetatean: “Io e un mio compagno (Luca Cavazzini, ndr) abbiamo organizzato un gruppo trattante la storia dell’Isis e del Kurdistan. Ho impiegato circa una settimana per la raccolta di informazioni e la stesura dell’articolo. Due o tre orette, invece, per trovare documenti e interviste sugli avvenimenti recenti.

Luca Cavazzini: “Il tempo è stato dedicato principalmente a cercare materiale con la filosofia del minimo sforzo massima resa. Però, comunque, un paio di orette le ho spese.”

Anita Farneti: “Ho organizzato 2 gruppi. Il primo sul disegno e sul fumetto: ho fatto una gran fatica, ma mi sono divertita moltissimo. Nel secondo ho proiettato un film (“Lavorare con lentezza”): ho fatto zero fatica nell’organizzarlo, ma mi sono presa un raffreddore tremendo, passando dalla succursale alla sede sotto la pioggia. Senza contare, poi, che ho dovuto chiamare il tecnico perché quel computer obsoleto non voleva ridarmi il dvd”.

Dalla parte dei bachi. Come giudicate l’organizzazione? Ritenete che la scelta dei gruppi fosse congrua e stimolante?

Elena Armaroli: “L’organizzazione mi è sembrata ottima, grande puntualità e poche persone fuori dalle aule. Ovviamente ho assistito solo ad alcuni gruppi, che ho trovato davvero stimolanti. Ho visto ragazzi molto appassionati e desiderosi di sapere e di insegnare. Unica pecca: spesso si sovrapponevano gruppi sullo stesso tema, o temi molto simili, durante lo stesso turno”.

Simone Cossu:” Quest’autogestione mi è parsa ben organizzata per quanto riguarda i primi turni, in cui sono stati proposti gruppi interessanti. I secondi turni un po’ trascurati con, in prevalenza, proiezioni di film. Migliorabile, ma mi reputo soddisfatto”.

Chi osserva. Vista dall’esterno, come giudicate la partecipazione degli studenti?

Luca Vanelli: “Non posso astenermi dal criticare il flusso di persone che hanno partecipato all’autogestione: scuola non certamente stracolma. Non mi avventuro, però, in improbabili interpretazioni di questo fenomeno, non vivendo l’ambiente scolastico di quest’anno. I rappresentanti mi pare abbiano lavorato bene (mi verrebbe dire qualche film di troppo, forse) e, di certo, non si può attribuire loro la responsabilità delle assenze. Critico la scarsa voglia di partecipare del popolo Da Vinciano, sintomo preoccupante per una scuola che si è sempre caratterizzata per una coesione interna, rinominata spesso “fotta”, davvero notevole. Urge correre ai ripari… Come, purtroppo, non so.

Samuele Abagnato: “Il mio è un punto di vista che si limita a poche ore dell’autogestione, dato che ho tenuto un gruppo (“Caparezza”) in un solo turno di uno dei tre giorni. La partecipazione forse è stata minore di quella che mi aspettavo (nel mio gruppo c’erano 5 partecipanti), ma per fortuna il numero di studenti non è tutto, perché mi sembravano comunque interessati e motivati: è questa la cosa più importante”.

Matricole. Era la vostra prima partecipazione attiva? Ripetereste l’esperienza l’anno prossimo?

Anita Farneti: Sì, era la mia prima esperienza e sì lo rifarei l’anno prossimo, ma solo un gruppo (facendone due non me la sono goduta granché l’autogestione).

Gabriel Hoogerwerf (organizzatore del gruppo sul “Diritto all’abitare”): Fiero di dire che no, non era la mia prima esperienza: ho già partecipato a 2 autogestioni. Lo rifarei il prossimo anno? No. O almeno, non se si deve svolgere come l’edizione appena passata. Inizialmente, leggendo la lista dei gruppi, la mia curiosità si era infervorata, ma confesso che, purtroppo, ho letto in pochissimi altri volti la stessa voglia, sentendo addirittura gente che avrebbe preferito, testuali parole, assistere a “lezioni standard”. La mia negatività verso l’autogestione non è causata dai rappresentanti, anzi. Sono più deluso dal comportamento del corpo docenti: l’idea di mettere i professori in corridoio come “sorveglianza” mi ha fatto capire come tutto questo fosse solo un mero contentino dato agli studenti giusto per continuare la tradizione: i professori avrebbero dovuto partecipare, magari creando gruppi al fine di insegnare cose diverse dalle solite nozioni”.

Titoli di coda, insomma. Chiudiamo qui la “telecronaca” di questa autogestione. La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, ma anche nel malaugurato caso fosse riuscita d’annoiarvi (e credete, non s’è fatto apposta), vogliatene bene a chi l’ha capitanata, a chi ha contribuito ad organizzarla e, se volete, anche a chi l’ha raccomodata. Era il nostro modo per dimostrare che noi Da Vinci ci teniamo e per la sua causa ci sbattiamo. Sempre.

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Ultime news dalle qualificazioni per Euro 2016

Passano a sorpresa Irlanda del Nord e Albania. Clamoroso primo posto nel ranking FIFA per il Belgio

Con l’ultima tranche di partite di ieri sera, possiamo dire quasi del tutto conclusa la questione qualificazioni, con le terze di ogni girone che saranno impegnate ancora negli spareggi domenica sera.

Gli azzurri dopo la vittoria di ieri, si confermano primi ed imbattuti nel girone H, davanti a Croazia e Norvegia. Nonostante però questi grandi risultati della nostra nazionale, sarà il Belgio l’ultima delle sei teste di serie dei gironi di Euro 2016, che con la vittoria di ieri, si issa al primo posto del ranking mondiale Fifa, lasciandosi alle spalle Argentina e Germania. Risultato che lascia di stucco tutte le sfidanti, considerata la spoglia bacheca di trofei dei “Diavoli Rossi”.

Ma le vere sorprese di queste qualificazioni sono ben altre. Fra tutte spiccano senz’altro l’Irlanda del Nord, l’Islanda, il Galles, l’Albania e l’Austria, che per la prima volta nella loro storia staccano il biglietto di partecipazione ai gironi di un Europeo.
Altra grande sorpresa, ma in negativo questa volta, è l’Olanda, che per la prima volta dal 1984, non centra la qualificazione ad un Europeo. Gli “Orange” di Van Persie, sono stati a dir poco disastrosi nel corso della fase di qualificazione, chiudendo definitivamente con una sconfitta e un autogol, proprio del loro bomber sopracitato.

Ma chi merita una menzione speciale sono i fautori di queste qualificazioni, o meglio coloro che hanno trascinato, vittoria dopo vittoria, le proprie nazionali. Per il Galles, chi se non il sensazionale Bale, che si è caricato sulle spalle una squadra sfavorita sulla carta, confermando un secondo posto storico; e come non citare il CT dell’Albania, Gianni de Biasi, grande centrocampista di Brescia e Palermo negli anni ’80, che ha ottenuto vittorie di prestigio, tra cui quella contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, all’inizio delle qualificazioni.

Ovviamente di spettacolo ne abbiamo avuto, e non poco, come non pochi sono i gol segnati in queste qualificazioni, che ci fanno ben sperare. E con l’augurio che le sorprese non siano finite qui, attendiamo tutti con ansia i pomeriggi estivi al bar con gli amici, accompagnati da “familiare di peroni gelata”, per sostenere gli azzurri.

Simone Cossu

70° Anniversario Eccidio del Cavalcavia

Casa della Conoscenza Casalecchio di Reno, 10 Ottobre 2015

Settantun anni fa, esattamente oggi, si compiva l’Eccidio del Cavalcavia di Casalecchio di Reno.
La memoria di quel tragico evento è ancora viva, ed il ricordo per le 13 vittime indelebile.
Ma oltre a commemorare l’anniversario della strage, si è voluto ringraziare vivamente quelle 13 persone che diedero la vita per combattere il nazifascismo e ridare libertà e dignità a queste zone e all’Italia intera.

Quest’anno oltretutto si è voluto ricordare in particolare modo il costaricense Carlo Martinez Collado, vittima anche lui dell’eccidio. Per l’occasione è venuto ospite dal Costa Rica il fratello, ormai 80enne, accompagnato dalla famiglia, il quale ha letto un discorso molto significativo sul valore dell’amicizia fra i popoli e sulla memoria degli errori del passato.

La commemorazione si è svolta all’interno della Casa della Conoscenza, e ha visto una abbondante partecipazione – oltre 100 persone – davanti alla presenza del Sindaco Massimo Bosso, delle associazioni dei partigiani, e con la partecipazione di classi delle scuole medie di Casalecchio di Reno e alcune classi quinte del Liceo Leonardo Da Vinci.

Giovanni Fornaciari

70° Anniversario Eccidio del Cavalcavia

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di Simone Cossu