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Speciale elezioni: Apocalist

Ottobre sta per concludersi e al Liceo Leonardo da Vinci la propaganda elettorale entra nel vivo.

Nuove e vecchie facce si affrontano quest’anno per la carica di rappresentante d’istituto, ma ha fatto clamore soprattutto la candidatura di due ragazzi di terza, nati quindi nel 1999.
Andiamo a conoscere qualcosa in più sul loro conto.

Per tutti coloro che non vi conoscono: come vi chiamate? Come avete nominato la vostra lista?
Noi siamo Luca Righi e Leonardo Pini, siamo di 3A e la nostra lista si chiama Apocalist.

Raramente in passato dei ragazzi di terza si sono candidati, come mai voi, invece, avete deciso di presentarvi?
Perché abbiamo delle idee nuove che vogliamo proporre a tutti gli studenti del liceo e inoltre ci riteniamo abbastanza intraprendenti.

Quali sono queste idee? Che cosa vorreste fare in veste di rappresentanti d’istituto?
Prima di tutto vorremmo rivoluzionare le assemblee, chiamando come ospiti delle plenarie scrittori emergenti come Antonio Dikele Distefano (autore del libro Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?, Mondadori) o sportivi del calibro di Marco Belinelli o personalità emergenti uscite non solo dal nostro liceo, nonché giovani manager di aziende del territorio che godono di fama internazionale.
Vorremmo inoltre continuare a fare delle merende solidali, per poter così raccogliere i fondi da usare per la creazione della fatidica area relax che da anni viene richiesta, magari dotandola anche di un piccolo router.
Abbiamo come obiettivo anche quello di istituire le 2 ore di attualità mensili e non 4, poiché andrebbero a togliere troppo tempo utile per lo svolgimento del programma curricolare. In esse, ogni classe avrà il ruolo di scegliere l’argomento su cui discutere, come ad esempio la politica italiana.
Infine vorremmo organizzare delle feste d’istituto, una ogni 2/3 mesi, e un ballo di fine anno a maggio o a giugno, però non in discoteca ma in un palazzo, con cui abbiamo già stabilito dei contatti.

Laura Rigobello

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Run the world, girls!

Marzo 2010
…la carica di rappresentante è stata occupata negli anni, all’interno del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, da ragazzi molto diversi tra loro: c’è stato il fattone, l’intellettuale, il buffone, il politicamente impegnato. E poi l’idolo delle primine, il lavativo (che non si faceva vedere nemmeno alle assemblee) il silenzioso, l’occupante, l’impacciato. E poi ancora il non occupante, l’attore e l’uomo invisibile dopo aver combinato un casino con gli annuari…
Ribadisco, ragazzi molto diversi tra loro. Ma con una piccola caratteristica in comune: tutti maschi. Da cinque anni o più le ragazze del Da Vinci non sembrano propense a tentare la scalata verso il potere.

Da quando mia sorella scrisse questo articolo per il vecchio giornalino della scuola, il Vitruviano, sono oramai passati ben 5 anni. Naturalmente le cose adesso sono cambiate, vero? Adesso il numero delle rappresentanti d’istituto è decisamente aumentato, se non fino a superare quello degli uomini, giusto? AHAHAHAHA, ma non fatemi ridere!

Da quando sono arrivata in questo liceo la presenza massima femminile è stata di 1 su 4. Eppure sono tante le fanciulle che partecipano alle assemblee e alle manifestazioni, si interessano a temi di attualità, si impegnano per una buona riuscita di un’occupazione o di un’autogestione.
La partecipazione c’è, solo che nella maggior parte dei casi è molto silenziosa. Questo perché ancora nel 2015 la politica è considerata una pratica quasi esclusivamente “per uomini”. Stereotipi tuttora esistenti ci fanno credere che tutte le qualità che servono per ruoli come questi, come la grinta, il carisma e l’astuzia, siano assenti nella stragrande maggioranza delle ragazze.

Dopo tutto quello che ho scritto capirete come sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo scoprire che quest’anno la metà dei candidati è femmina. Sarò sincera, non ho idea di quali siano i punti della lista che esse vogliono presentare, poiché l’assemblea in cui parleranno sarà fra qualche giorno, ma sono comunque felice che si siano fatte avanti perché sono l’esempio che qualcosa, finalmente, sta cambiando.

Anita Farneti