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Una visione comune per il nostro futuro

di Raul Cetatean 

E anche questo anno siamo arrivati alla conclusione di un’altra edizione del Laboratorio Interattivo di Politica del nostro Liceo.

Il quinto incontro si è tenuto il 10 marzo e si è discusso di un argomento molto interessante e sicuramente importante, che coinvolge ciascun cittadino di Bologna e dintorni: la Città metropolitana.
Erano presenti come ospiti il Consigliere Delegato allo Sviluppo Economico della Città Metropolitana Benedetto Zacchiroli e il Funzionario della Città Metropolitana Alessandro Delpiano.

Siamo partiti chiedendoci a cosa servano così tanti livelli istituzionali (in Italia ad esempio sono presenti 20 regioni, 105 province, circa 8100 comuni…) e ci sono due risposte a questa domanda: per il controllo, sia del territorio che sul territorio, e perchè ciascuna di queste istituzioni risponde a diversi bisogni dei cittadini.

La Città metropolitana di Bologna ha sviluppato un Piano Strategico Metropolitano (PSM), di cui si parla anche nella Legge Delrio, proprio per andare incontro ad alcuni dei bisogni dei cittadini e per progettare un futuro migliore.

Il PSM è composto da 4 tavoli di progettazione, 15 programmi strategici e 67 progetti trasversali.
I 4 tavoli si occupano di innovazione e sviluppo, benessere e  coesione sociale, conoscenza, educazione e cultura e infine ambiente. I programmi strategici e i progetti si basano sugli argomenti presenti sui tavoli.

Inoltre, la Città metropolitana indica come possibile modalità di sviluppo amministrativo l’unione e la fusione tra comuni, e Bologna è tra le poche città metropolitane, se non l’unica, nella quale i comuni lavorano realmente insieme. Questo è molto significativo, e indica quanto questi territori siano aperti da questo punto di vista.

Negli ultimi anni Bologna sta diventando sempre più competitiva, anche rispetto alle città europee più importanti, a livello di industrie o di sistemi infrastrutturali. Tutto questo  – secondo i nostri ospiti – è e sarà possibile solo se si è uniti. Zacchiroli e Delpiano sono convinti che solo in questo modo si può essere più grandi e competitivi.

Città metropolitana di Bologna

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Le foto sono di Martina Consolini

Ascolta le interviste agli ospiti realizzate per Il Grande Bidello

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Jessica and Me

di Anita Farneti

Sono al Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno dove va in scena lo spettacolo Jessica and Me, che mette insieme danza e recitazione, interpretato da Cristiana Morganti, una ballerina che faceva parte della compagnia diretta da Pina Bausch.

Qual è la trama dello spettacolo?
Beh, quando l’ho chiesto, Cristiana Morganti mi ha risposto: “Non c’è”. Guardandolo mi sono resa conto effettivamente che è vero: infatti si tratta di un insieme di aneddoti riguardanti la sua vita di danzatrice, riflessioni sul suo mestiere e su cosa significa essere ballerine a quasi 50 anni. Il tutto accompagnato da una grande ironia, poiché, lei stessa ha affermato “Se si parla di sé stessi senza utilizzarla poi si diventa insopportabili”.

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Tutto inizia con lei che entra in scena danzando con in sottofondo la sua voce, registrata, che la critica senza pietà: ”Questa mossa l’hai copiata, questa la fai sempre, questa piace solo a te!”

Poi si blocca, tira fuori un registratore e la voce di una giornalista, la Jessica del titolo, inizia a farle delle domande:

J: “Perché si sta in scena?”

C: “Ah, non saprei, ognuno ha le sue ragioni…”

J: ”E’ forse un modo per riempire un vuoto affettivo, o per assecondare il vostro narcisismo?”

Insomma, avete capito il tipo…

Ad un certo punto la ferma e si mette a raccontare. La difficoltà che ha ora a danzare si fa sempre più evidente, con tutti i problemi fisici che si sono aggiunti negli anni (il piede che deve fasciare ogni volta, il ginocchio e la schiena doloranti).

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“Ho iniziato a danzare a cinque anni” ci dice “io non ero molto convinta, poi però, visto che ero bravina, mia madre mi ha iscritta alla scuola di danza di Roma.”
A tredici anni si è dovuta mettere un reggiseno contenitivo elegantemente soprannominato “la corazza” poiché si stava sviluppando troppo.
A sedici l’insegnante disse a sua madre: “Signora, sua figlia è bravina, ma mi si sta allargando troppo. E’ un peccato, perché a causa di questo il massimo che potrà fare sarà l’insegnante, o al massimo la coreografa”.

Invece non è andata affatto così.
Infatti qualche anno dopo ha iniziato a far parte del celebre Tanztheater Wuppertal  diretto da Pina Bausch.
Il suo fisico considerato “inadatto” non le diede più alcun problema, dato che in quella compagnia tutti i danzatori venivano scelti per il talento, non per il corpo. Ci dice: “I ballerini di quella compagnia sono persone all’apparenza normali, ma quando si mettono a danzare ti incantano”.

Jessica riprende a parlare:

J: “Vero che Pina era severa?”

C: “Ah no, pretendeva molto da noi ma non…”

J: “Ah, quindi era proprio crudele?”

C: “Ma no, assolutamente, anzi…”

J: “Come vi sentite adesso che non c’è più? Come degli orfani?”

A questo punto Cristiana, arrabbiata, lancia via il registratore, zittendola.

“Sapete, negli anni ’70 in ogni spettacolo era necessario saper fumare, ma io non ci riuscivo proprio! Così Pina mi diede una lezione privata”.

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Finito il racconto si infila un fantastico vestito bianco da sposa, si fa accendere una sigaretta da uno spettatore, e l’abito prende fuoco! Cioè, ovviamente non sul serio, si tratta di un semplice effetto speciale, però incredibile. Si spengono le luci e gli applausi sembrano non finire mai.

Ascolta la rubrica Laura&Leo dedicata allo spettacolo Jessica and Me

Verso un mondo migliore

Politiche ambientali fondate sull’utilizzo di fonti energetiche alternative, mobilità sostenibile, protezione della biodiversità, dell’acqua e dell’aria sono le strategie messe in campo per contrastare il preoccupante fenomeno del riscaldamento globale.

di Raul Cetatean

Giovedì 11 febbraio si è tenuto il quarto incontro del Laboratorio di Politica, che ha ospitato Alessandro di Stefano, dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, e Vittorio Marletto, dirigente ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale). In questo incontro si è discusso delle politiche ambientali adottate non solo in Emilia-Romagna, ma in tutta Europa.

Partiamo con quello che si è detto sulla conferenza sul clima COP21, tenutasi a Parigi a fine 2015.
Nell’ultimo secolo, il riscaldamento globale è aumentato di più di un grado e, se non si prendono dei provvedimenti al più presto, si stima che la temperatura globale crescerà di più di cinque gradi entro la fine di questo secolo.
Le misure convenute in quella sede dovrebbero avere l’effetto di rallentare il ritmo di crescita delle temperature: l’obiettivo è di far attestare lo scarto sotto i due gradi. Tale risultato potrebbe essere raggiungibile in virtù della riduzione di CO₂ (si stima di abbatterne entro il 2030 il 40% rispetto a quella del 1990), dell’utilizzo di fonti energetiche alternative – oggi il petrolio, il carbone e il metano sono le fonti energetiche più usate e sfruttate – e dell’incentivazione della mobilità urbana, pedonale e ciclabile.

La politica ambientale è necessaria per tutelare la salute delle persone e valorizzare le risorse naturali, inoltre protegge il capitale naturale dell’Europa e incoraggia a sviluppare un’economia verde.

L’Unione Europea, nel tempo, ha elaborato un Programma d’Azione d’Ambiente da implementare progressivamente. Oggi si è arrivati al settimo programma che dovrebbe essere realizzato entro il 2020.
Di seguito un elenco degli obiettivi di questo programma d’azione:
• Avere un’economia competitiva a basse emissioni di CO₂
• Ridurre al 20% le emissioni di gas ad effetto serra
• Portare al 20% il consumo delle energie rinnovabili e diminuire del 20% il consumo delle energie non rinnovabili
• Porre fine alla perdita di biodiversità e al degrado dei servizi ecosistemici
• Raggiungere un buono stato di tutte le acque entro il 2015, comprese le acque dolci, di transizione e le acque costiere
• Raggiungere un buono stato delle acque marine
• Aumentare il livello di qualità dell’aria
• Ridurre i rifiuti mediante il riciclaggio
• Diminuire l’effetto nocivo delle sostanze chimiche entro il 2020

Per quanto riguarda la singola regione, ci si deve impegnare a proteggere il capitale naturale (habitat naturali, risorse idriche, aria, uccelli…) e la biodiversità, cioè la ricchezza di specie animali e piante presenti in natura, che purtroppo sta diminuendo. Andando più nello specifico, nella regione Emilia-Romagna sono presenti 2700 specie di piante e oltre 350 specie di animali. Proprio per proteggere questa biodiversità, la rete ecologica regionale ha promulgato delle leggi per la tutela della flora e della fauna minore. Invece, per tutelare la salute delle persone, si sta preparando un nuovo piano di qualità dell’aria e un programma regionale di conservazione dell’acqua.

Questi sono i punti affinché l’uomo continui a vivere su questo pianeta, senza però rovinarlo e distruggerlo, ma anzi mantenerlo vario e affascinante.

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Le foto sono di Chiara Vannini

Ascolta le interviste agli ospiti realizzate per Il Grande Bidello

Il Grande Bidello – Aria Acqua Suolo Cibo

Ambiente e cibo sono stati gli argomenti chiave del quarto incontro del Laboratorio Interattivo di Politica del liceo Leonardo da Vinci. Ad esso abbiamo dedicato la quarta puntata della stagione de Il Grande Bidello – L’occhio sul mondo della scuola.

A cura di Stefania Bucciol, Martina Consolini, Giovanni Fornaciari, Gabriel Hoogerwerf, Giulia Ruschi, Andrea Volpe

Alessandro Di Stefano
Alessandro Di Stefano

Come si attiverà la Regione in merito alle politiche ambientali dell’Unione Europea? A rispondere, Alessandro Di Stefano dell’Assessorato all’Ambiente e alla Difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna.

Vittorio Marletto
Vittorio Marletto

Vittorio Marletto, dirigente dell’ARPAE Emilia-Romagna, ci ha invece spiegato a chi vengono inviati e come vengono usati i dati recepiti dalle centraline dislocate sul territorio.

 

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Le foto sono di Chiara Vannini

Leggi l’articolo dedicato all’incontro di Raul Cetatean

OOOOOOO (IT) – Le relazioni interrotte

di Anita Farneti

Sono al Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno dove va in scena lo spettacolo OOOOOOO, un misto di danza, canto e recitazione, interpretato dalla compagnia Fattoria Vittadini, con la regia del coreografo Giulio D’Anna.

Prendo il biglietto, mi siedo al mio posto, le luci si abbassano ed entrano 7 ragazzi con indosso solo la biancheria intima (cosa che mi ha ricordato che devo iniziare a fare sport per l’estate, ma non divaghiamo!).

Si presentano, cantando sulle note di “Feelings”.

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E poi si parte con il gioco della verità! Come funziona? Sullo schermo vengono proiettate alcune frasi che rivelano delle particolarità riguardanti uno o più danzatori presenti sul palco. Attraverso questo gioco, nel quale i ragazzi si svelano davanti al pubblico, in pochi minuti scopro i segreti più intimi di ognuno di loro.

Le storie che vengono raccontate parlano di violenza sul partner (piccola curiosità:a confessare di essere stati autori di questa azione sono più ragazze che ragazzi), del dolore per la morte del padre, dell’orientamento sessuale di ognuno, del numero di amanti e di altri segreti che ruotano intorno al mondo delle relazioni.

E dopo ciò, il piatto forte dello spettacolo: le relazioni interrotte.
Sia che si parli dell’abbandono da parte del fidanzato, di un divorzio, della rottura con il proprio padre o addirittura con la propria patria gli attori si mettono a nudo con il pubblico, rivelando le loro esperienze più personali. Il tutto accompagnato da coreografie talmente spettacolari ed emozionanti da farmi preoccupare che qualcuno di loro si facesse male da un momento all’altro.

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E, non ci crederete, a sottolineare questo aprirsi completamente, una delle danzatrici toglie anche la biancheria intima e si mostra completamente nuda. Se foste stati lì con me mi avreste visto fare un salto di tre metri. Non fraintendetemi, non ero affatto scandalizzata, solo stupita, e soprattutto ammirata. Pensateci, voi riuscireste non solo a raccontare i fatti più intimi della vostra vita davanti a degli estranei, ma anche a mostrarvi davanti ad essi come mamma vi ha fatti? Non credo proprio…

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Ma cosa cercano di dirci? Qual è la morale di tutto ciò?

Il finale mi spiega tutto: i ragazzi iniziano ha prendersi a schiaffi! Ma forte eh! E intanto cantavano la canzone “I don’t mind the pain”, “non mi importa del dolore, non mi importa di soffrire per amore”.

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Non rinunciate ad amare per paura di soffrire.
E con i corpi più rossi di delle aragoste, i danzatori ci augurano la buonanotte.

 

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Giulio D’Anna e Mattia Agatiello intervistati da Anita Farneti

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Le foto sono di Chiara Vannini. I disegni sono di Anita Farneti

Ascolta la rubrica Laura&Leo dedicata allo spettacolo OOOOOOO

Parigi: Ultima chiamata per salvare il Pianeta

Non c’è più tempo per fallire: l’impegno dell’Emilia Romagna.

di Gian Marco Martina

Stimati colleghi e amici del Liceo Leonardo da Vinci, il giorno martedì 26 gennaio 2016 al laboratorio di politica sono intervenuti Manuela Rontini, presidente della Commissione del territorio, della mobilità e dell’ambiente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e Claudio del Lucca, presidente di Legambiente Bologna.

I due ospiti ci hanno aggiornato sui risultati della conferenza sul clima COP21 appena conclusasi a Parigi, sulla linee guida della politica ambientale internazionale e, nello specifico, sulle direttrici seguite in tale ambito dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo anni di difficili negoziati, i rappresentanti dei 195 Paesi riuniti a Parigi per la 21esima conferenza sul clima il 12 dicembre 2015 hanno firmato un accordo vincolante che impegna tutti gli Stati a limitare a meno di 1,5 gradi l’aumento della temperatura globale rispetto al periodo preindustriale, altrimenti si rischierà di perdere isole come le Maldive a causa dell’innalzamento delle acque causato dallo scioglimento dei ghiacciai.

Proprio per l’intensità del dibattito il documento finale, che entrerà in vigore nel 2020, è stato presentato con 16 ore di ritardo rispetto alla scadenza prevista. Un possibile punto di debolezza di tali decisioni sembra, tuttavia, il fatto che non vengano fissati in maniera vincolante dei limiti nazionali alle emissioni: l’accordo prevede che ogni cinque anni, a partire dal 2018, siano presi in considerazione i progressi fatti nella riduzione delle emissioni di gas serra da parte di tutti i Paesi, per assicurarsi che l’obiettivo globale venga raggiunto.

Il primo controllo quinquennale sarà quindi nel 2023. L’accordo prevede anche che i Paesi di vecchia industrializzazione eroghino cento miliardi all’anno (dal 2020) per promuovere in tutto il mondo le tecnologie a basso impatto ambientale e l’economia verde. Sono stati previsti rimborsi per compensare le perdite finanziarie causate dai cambiamenti climatici nei paesi più vulnerabili, che spesso sono anche i più poveri. Gli esiti più catastrofici degli sconvolgimenti ambientali avrebbero riflessi importanti non solo sull’economia ma anche nelle società coinvolte, conducendo potenzialmente a guerre e a esodi biblici dalle zone desertificate.
Scienziati e ambientalisti criticano l’accordo per diversi motivi. Fissare la prima revisione al 2018 è rischioso a causa della quantità di emissioni che potranno essere prodotte nei prossimi tre anni, che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo. Inoltre, non è stato fissato un calendario che porti alla progressiva, ma totale, sostituzione delle fonti energetiche fossili e i Paesi emergenti, tra cui la Cina, hanno ottenuto che i controlli quinquennali siano condotti dai singoli Paesi come autocertificazione, e non da organismi internazionali.
Tra i gas non controllabili ci sono quelli di scarico di aerei e navi. Manuela Rontini ha sottolineato l’impegno dell’Emilia Romagna a ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050: tale risultato potrebbe essere raggiunto grazie a un abbattimento delle emissioni da riscaldamento, visto l’impegno della Regione a ristrutturare edifici abbandonati. Claudio Dellucca, da parte sua, ha sottolineato che il livello di inquinamento atmosferico ha raggiunto livelli allarmanti, che se superati porteranno a un punto di non ritorno.

Speriamo che tutti mantengano gli impegni presi, perché – a differenza della conferenza di Copenaghen di 6 anni fa – non c’è più tempo per fallire. Parigi è l’ultima chiamata per salvare il pianeta.

Manuela Rontini e Claudio Dellucca
Manuela Rontini e Claudio Dellucca

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Le foto sono di Chiara Vannini e Giulia Ruschi

Ascolta le interviste agli ospiti realizzate per Il Grande Bidello

 

Laura and Leo – OOOOOOO

di Anita Farneti

Quest’anno si è inaugurata una collaborazione tra il Liceo Leonardo Da Vinci e il Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno.  Noi studenti che facciamo parte del progetto avremo la possibilità di assistere agli spettacoli e incontrare gli artisti e potremo poi realizzare recensioni, foto, e una nuova rubrica radiofonica dedicata al teatro: Laura&Leo.

In questa prima puntata vi parleremo dello spettacolo OOOOOOO

Cosa succederebbe se sette ballerini decidessero di mettere in scena uno spettacolo in cui raccontano le faccende riguardanti le loro personali relazioni interrotte? Ve lo dico io! Ne uscirebbe fuori un vero e proprio capolavoro, come quello a cui io ed altre mie colleghe abbiamo assistito lo scorso 20 gennaio al Teatro Comunale Laura Betti .

Qui potrete ascoltare il nostro commento e le interviste fatte al regista dello spettacolo Giulio D’Anna e al ballerino Mattia Agatiello.


La rubrica è realizzata con la collaborazione di Andrea Volpe alla parte tecnica.

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Giulio D’Anna e Mattia Agatiello intervistati da Anita Farneti

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Le foto sono di Chiara Vannini. I disegni sono di Anita Farneti

Le musiche sono rilasciate con licenza creative commons e sono scaricate dal sito Jamendo. In questa puntata la musica di sottofondo è Jazz di Airplane. La sigla è Possibilities di Jasmine Jordan

Leggi la recensione “graphic” dello spettacolo OOOOOOO

La Questione degli immigrati

Clandestini in alberghi a 5 stelle mentre gli italiani muoiono di fame, realtà o finzione? Ha provato a rispondere, riuscendoci in maniera molto esaustiva, il prefetto di Bologna, Ennio Maria Sodano, il 15 dicembre in occasione del secondo incontro del Laboratorio Interattivo di Politica, che questa volta verteva sull’immigrazione e sulla questione dei migranti e dei rifugiati.

di Guglielmo Dussi

Sono stati ospiti,  oltre al prefetto Sodano, Raffaella Piazzi, attivista per i diritti umani, e Jumy Orimadegun, immigrata proveniente dalla Nigeria.

Il primo intervento è stato del prefetto Ennio Maria Sodano, molto informato sulla questione e con decenni di esperienza alle spalle, il quale ha fatto una panoramica generale dell’argomento (oltre ad aver smontato i tre quarti del programma elettorale di certi partiti italiani).
Si è parlato di come in realtà gli immigrati arrivati in Italia clandestinamente siano molti meno di quanto alcuni ci vogliano far credere. Nel 2014 il numero dei migranti arrivati sulle nostre coste si aggirava intorno ai 30000. Ha inoltre smentito la notizia dei 30 euro al giorno agli immigrati. In realtà alla persona di quella cifra arrivano circa 2 euro, il resto viene dato alle strutture che li ospitano per fornirgli tutto ciò di cui hanno bisogno. Ha parlato del fatto molto discusso che alcuni alberghi ospitino migranti, fornendo loro ogni comfort possibile e immaginabile a discapito degli italiani che muoiono di fame. Ciò in realtà non è vero e anzi per gli albergatori è un vantaggio avere come ospiti dei migranti in quanto per loro è un guadagno, al contrario di quanto si possa pensare. Infine, ha precisato la differenza fra migranti e rifugiati, ovvero che mentre i primi vengono nel nostro paese per i più diversi motivi, i rifugiati sono richiedenti asilo che scappano dalle guerre. Al contrario di quanto certe fazioni politiche cercano di farci credere, gli immigrati appartenenti alla seconda categoria sono pochi, poiché lo status di rifugiato è estremamente difficile da ottenere.

Ha poi fatto un intervento Raffaella Piazzi, degli Amici di Magoo, che fa volontariato presso un’associazione che si occupa della tutela dei diritti umani. Ha parlato della situazione dei campi profughi in Siria che è piuttosto grave dato che si tratta solo di tende che non sempre riescono a proteggere gli occupanti dalle intemperie, alzando di fatto anche la mortalità sopratutto fra i bambini. Sono inoltre scarsi gli approvvigionamenti di ogni genere e l’assistenza medica.

É infine intervenuta per ultima una signora nigeriana, Jumy Orimadegum, immigrata qualche anno fa in Italia che ha raccontato la sua storia e la sua esperienza sul barcone con il quale è arrivata. Ha parlato dei costi e delle condizioni disumane che questi trafficanti di esseri umani impongono alle persone per una traversata.
In conclusione, ritengo che questo incontro sia stato molto interessante e illuminante su una questione molto delicata come quella dei migranti.

Ascolta la puntata del Grande Bidello dedicata a rifugiati e migranti

Il Grande Bidello – Migranti e Rifugiati

Migranti e rifugiati è stato il tema del secondo incontro del Laboratorio Interattivo di Politica del nostro Liceo. Ad esso abbiamo dedicato la seconda puntata della stagione de Il Grande Bidello – L’occhio sul mondo della scuola.

A cura di Stefania Bucciol, Martina Consolini, Giovanni Fornaciari, Giulia Ruschi, Andrea Volpe

raffaellapiazziQuali ostacoli bisogna affrontare per potere garantire i diritti dei migranti? Ce ne ha parlato Raffaella Piazzi, dell’associazione Amici di Magoo.

enniomariosodanoIl prefetto Ennio Mario Sodano ci ha invece illustrato come a Bologna viene gestita la cosiddetta “emergenza migranti”, sia dal punto visto logistico che da quello della sicurezza sul territorio.

Infine abbiamo raccolto la testimonianza di Jumy Orimadegum, una donna nigeriana che ha affrontato il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo e che ora vive in Italia.

Foto di Chiara Vannini

PS 2015: Fine trasmissioni

Anche per quest’anno una splendida edizione di Politicamente Scorretto è andata in archivio, con tantissimi incontri e iniziative proposte e un’ottima affluenza di pubblico, a testimonianza dell’interesse che tantissimi cittadini, di qualsiasi età, nutrono in questi appuntamenti.

di Giacomo Guizzardi

E quest’anno la novità è stata rappresentata dall’assidua partecipazione di noi studenti del Liceo Leonardo Da Vinci di Casalecchio attualmente impegnati alla Web Radio del liceo.
Si sono viste collaborazioni fruttuose tra noi ragazzi e i giovani volontari della Blogos Web Tv, che hanno portato alla realizzazione di interessantissime interviste e articoli.

Anche se non possiamo dimenticare che già a marzo alcuni di noi avevamo preso parte come “giornalisti” volontari all’edizione primaverile di Politicamente Scorretto, la Primavera di Legalità, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime di mafia, che nel 2015 si è svolta a Bologna.

Tantissimi gli ospiti incontrati dalla nostra redazione a Politicamente Scorretto fra il 20 novembre e il 1 dicembre fra Casa della Conoscenza e Spazio ECO, con un lavoro che ha dimostrato una buona preparazione a livello radiofonico nell’intervistare chi di dovere.

Lo scrittore e attore Alessandro Gallo, l’ex calciatore Damiano Tommasi, il giovane giornalista Elia Minari, nostro “collega” di Corto Circuito di Reggio Emilia, il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani, solo per fare alcuni nomi, con cui  si è parlato di ecomafie, Pasolini, camorra, Danilo Dolci, mafie al nord e tanto altro.

Sicuramente una bellissima esperienza sia di vita che lavorativa, che contribuirà ed arricchirà il nostro bagaglio culturale.

Tra i ragazzi che hanno preso parte a questa edizione di Politicamente Scorretto – come giornalisti, cameraman, fotografi e social media manager – citiamo, in ordine di apparizione, Laura Rigobello, Denise Passuti, Luca Cavazzini, Giovanni Fornaciari, Andrea Volpe, Giacomo Guizzardi, Lorenzo Balbo, Beatrice Lelli, Yuri Mimmi, Raul Cetatean, Chiara Vannini, Anita Farneti.

Guarda le interviste realizzate dalla Leoradio per Politicamente Scorretto 2015

 

Politicamente Scorretto

Guarda la fotogallery della Leoradio a Politicamente Scorretto 2015

 

Guarda le interviste realizzate dalla Leoradio per Primavera di Legalità – edizione speciale Politicamente Scorretto marzo 2015