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Futuri Maestri

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Lo spettacolo “Futuri Maestri” è lo spettacolo più bello che io abbia mai visto, e di spettacoli teatrali ne ho visti parecchi. Ho voluto iniziare la recensione con questa affermazione non ho mai provato così tanto entusiasmo dopo uno spettacolo, per quanto bello fosse.

Ma facciamo qualche passo indietro.

Sono andata a vederlo giovedì 8 giugno all’Arena del Sole, ed ero molto emozionata perché tra gli attori ci sarebbero stati anche dei miei amici. Sì perché il gruppo di attori di questo spettacolo era composto da 1000 bambini e ragazzi, tutti dilettanti. Per contenere così tante persone avevano dovuto raddoppiare il palco.

Sono stata posizionata vicino ad una famiglia con due bambini piccoli, che non hanno fatto altro che correre e parlare per tutto lo spettacolo, scatenando al massimo i miei istinti omicidi più violenti.

La storia si apre con una città appestata da una malattia, la malattia delle arterie fangose, che fa perdere energia e voglia di vivere agli adulti.

Gli unici immuni sono i ragazzi, i ragazzini e i bambini, che sono costretti a scappare per evitare che la loro energia gli venga rubata e per trovare una cura a questa malattia. Si mettono in viaggio guidato dal bambino Innocenzio.

La prima città in cui capitano è la città di Dite, l’inferno, un mega centro commerciale. I diavoli che lo abitano mostrano ai giovani chi è che in questo momento sta vivendo l’inferno: i profughi, gli anziani senza assistenza, gli orfani senza casa e molti altri. Si rimettono in viaggio. Arrivano poi a El Dorado, la città dell’oro. strutturata come un grande gioco da tavolo, dove tutto ciò che conta sono i soldi. A El Dorado le persone vendono parti del loro corpo per comprare qualche attività per guadagnare. Partono di nuovo. Arrivano poi a Numantia, la città militarizzata, comandata dal Generale di Vulneraria, il cui motto è “A Numantia repelle tutto ciò che non sia Numantia”, perciò la xenofobia, la repulsione per il diverso sono all’ordine del giorno. I ragazzi vengono quindi arrestati, e in prigione si domandano se una cura per un modo migliore esista veramente. Addormentandosi una strana presenza libera i ragazzi. Tutti iniziano a giocare felicemente finché stancandosi cadono a terra felici. Arrivano così a guardare il cielo, e decidono di andarci. Ma come? Semplice, ci vogliono le ali. E fanno il loro ingresso i 250 uccelli, che raccontano la loro storia che è molto simile alla loro. E dicono ai ragazzi che devono andare sulla luna. Ma per farlo devono avere le parole giuste, parole che vengono date da un maestro del nostro tempo,ovvero un personaggio importante nel panorama culturale, scientifico e della legalità italiano, ogni sera diverso. Io sono capitata nella sera in cui a parlare era Ignazio de Francisci, procuratore generale di Bologna che ha partecipato pool antimafia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.f-m-2-mod

Al ché i ragazzi vanno sulla Luna e scoprono che la peste si combatte solo con la peste. quindi il luogo per guarire è il teatro stesso. Le parole che i giovani hanno raccolto sono la cura. E allora perché non contagiare anche gli spettatori? Tutto inizia e finisce con una frase: e adesso? Aspettiamo, qualche cosa succederà.

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Che dire in conclusione? Gli attori sembravano degli attori professionisti, e non è facile, considerando il fatto che molti erano bambini. Il copione era originale, ben scritto e pungente e lo coreografie estremamente suggestive dato che a farle era un numero spropositato di ragazzi.

Non a caso vi ho detto che è lo spettacolo più bello che io abbia mai visto, nonostante i due bambini che hanno disturbato tutto il tempo.

 

Ascoltate anche la puntata radiofonica!!!