Archivi categoria: Scienza

Mancano due minuti e mezzo alla fine del mondo?

È il 1947, il mondo si trova nel pieno dei preparativi di una guerra che non verrà mai combattuta, la guerra fredda. Le due grandi potenze: USA e URSS iniziano una grandiosa corsa agli armamenti che culmina con la proliferazione incontrollata di armi atomiche.

di Andrea Volpe

Nello stesso anno un gruppo di fisici nucleari dell’ Università di Chicago decise di riunirsi sotto una pubblicazione scientifica chiamata “Bulletin of the Atomic Scientists”. All’interno di quest’ultima, il gruppo di scienziati inserì un orologio metaforico che si muoveva a seconda degli eventi geopolitici. La particolarità era che nel doomsday clock la mezzanotte simboleggiava la fine del mondo.

Alla sua creazione, la lancetta lunga venne posizionata  sette minuti prima di mezzanotte e nel corso degli anni si è mossa spesso. La massima lontananza è stata di 17 minuti e venne registrata nel 1991  grazie ai trattati di riduzione delle armi strategiche e alla dissoluzione dell’URSS. Al contrario, la maggiore e pericolosa vicinanza (2 minuti) venne raggiunta nel 1953 dopo i test di armi termonucleari Usa e Urss. Gli iron maiden si ispirarono proprio al Doomsay clock per il loro brano “2 minutes to midnight”.

E oggi quanto manca alla fine del mondo?
Secondo gli scienziati americani oggi mancherebbero solo 2 minuti e mezzo a causa dei crescenti nazionalismi e il rischio di una nuova corsa al riarmo. Appena in tempo per leggere qualche altro articolo del nostro blog!

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Wanderlust: i viaggi e la scienza

Che cos’è e perché ci dovrebbe interessare saperlo?

di Beatrice Lelli

Mi rivolgo soprattutto a tutti i ragazzi che hanno sempre sentito un senso di irrequietezza e che si sentono tutt’ora inadatti poiché non sanno ancora dare un significato alla parola casa: infatti non possono legarsi ad un solo luogo dato che appartengono al mondo.
Perciò per cominciare a sentirsi un po’ di più a casa devono imparare a conoscerla e per fare questo hanno bisogno di esplorarla viaggiando.

Questa non è una malattia o una pericolosa ossessione, ma un gene chiamato DND4–7R o più comunemente Wanderlust, che appartiene solo ad una piccola percentuale di popolazione e che causa questa voglia irrefrenabile di viaggiare generata da una grande curiosità rispetto al mondo che ci circonda.

Questo particolare gene è stato scoperto e studiato per la prima volta nel 1999 da Chaunsheng Chen, uno scienziato che è potuto arrivare ad affermare che le persone più predisposte ad avere questo gene appartenevano alla stirpe di coloro che, in origine, si erano voluti allontanare dall’Africa per migrare verso paesi più floridi.

Questo però non fu l’unico scienziato incuriosito dal raro gene del Wanderlust.
Infatti anche Jim Nooan, uno studioso di genetica, riuscì ad arrivare a delle conclusioni che però erano più specifiche, poiché erano improntate sull’aspetto dell’uomo. Infatti lo studioso in questione affermò che vi erano delle specie di ominidi anatomicamente più propense a viaggiare rispetto ad altre, e che per questo motivo anche il loro cervello era in grado di elaborare dei passaggi creativi più complessi.

A mio parere sia che si tratti di un gene che risale a miliardi di anni fa o semplicemente ad alcuni decenni passati non cambierà mai il fatto che è anche grazie a coloro che lo possiedono che ora siamo in grado di poter conoscere il mondo in ogni sua minima caratteristica. Quindi questi ultimi non possono essere bollati solo come “diversi”, ma al contrario come “esploratori”, i veri conoscitori del mondo.