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Il Random Quiz dell’autogestione

di Lorenzo Tanzen Balbo

Triplice fischio, tutti nelle aule. Quelle di sempre. Siccome l’obiettivo della fiera era fare in modo che i frutti di questa autogestione – svoltasi dal 22 al 25 febbraio – maturassero col tempo, sarebbe stato ingiurioso far cadere nel dimenticatoio questi tre giorni di libertà vigilata. Come anche limitarsi a scrivere articoli “monoprospettici” per commentare ciò che è stato. Al fine di dare una visione dei fatti più dettagliata ed imparziale, meglio, dunque, affidarsi a pareri più autorevoli. I ragazzi selezionati per questo Random Quiz, vedrete, sono tutti volenterosi, acuti e preparati. Pertanto, bando alle presentazioni, parola agli attori.

Chi organizza. Ragazzi, a mente fredda, un bilancio su questa autogestione.

Chiara Vannini: “Siamo molto soddisfatti per il lavoro e di chi ha collaborato. Un grazie enorme va a Fabio Abagnato (Assessore ai Saperi e alle Nuove Generazioni del Comune di Casalecchio di Reno ndr), che ci ha aiutato ad imbastire una fitta rete di contatti. Partecipazione calante dal 74% fino al 61% del terzo giorno, purtroppo. Di questo siamo molto delusi: vediamo l’autogestione come un momento di rottura della monotonia scolastica. Avremmo potuto metterci in gioco e, invece, abbiamo perso l’occasione. Sia i prof sia la preside ci hanno comunque sostenuto e fatto i complimenti per il lavoro ben riuscito”.

Arianna Zanardi: “Sono stati tre giorni impegnativi e frenetici da gestire, ma il risultato è stato abbastanza soddisfacente: abbiamo organizzato molti gruppi interessanti con il coinvolgimento di numerosi esterni. Segnalo, però, molta poca partecipazione da parte degli studenti”.

Chi ritorna. Un confronto tra questi tre giorni e quelli dell’anno passato.

Luca Vanelli (matricola di Lettere Moderne): “Ammetto di non poter sviluppare un confronto equivalente, avendo vissuto molto più intensamente l’organizzazione strutturale della passata autogestione. Tuttavia, l’organizzazione mi è sembrata ben gestita anche in questa seconda occasione: confermato il sito per le iscrizioni e i numerosi gruppi, tutti molto interessanti e stimolanti”.

Samuele Abagnato (matricola di Ingegneria): “Rispetto all’anno scorso non trovo grosse differenze, se non nei numeri, ma ammetto di avere un punto di vista molto limitato. Mi è sembrato che i gruppi interessanti ci fossero e che molti ragazzi si siano messi in gioco per dare il loro contributo”.

Amarcord. Un ricordo particolarmente caro relazionato all’autogestione.

Chiara Vannini: “Sicuramente i problemi affrontati e risolti insieme e la soddisfazione dei ragazzi che hanno partecipato con passione ai gruppi, con tanta voglia di farne parte e l’interesse che gli si leggeva negli occhi”.

Alice Zoni (imperatrice della scorsa edizione): “Senza dubbio l’applauso finale del Collegio Docenti che, dopo aver remato contro l’organizzazione, in chiusura di manifestazione ne ha riconosciuto l’ottima riuscita”.

Federico Ramponi (ex-imperatore): “L’estenuante lavoro di preparazione, ma soprattutto il confronto di idee coi ragazzi del Nucleo Organizzativo (il collettivo istituito l’anno scorso proprio per organizzare l’autogestione, ndr).”

Col senno di poi. Quali le principali problematiche e cosa cambiereste tornando indietro.

Chiara Vannini: “Ci siamo mossi in ritardo: avremmo dovuto informare gli esterni con più anticipo. Rammarico per i “pacchi” dell’ultimo minuto (vedi Jam Session che ha scoperchiato 12 turni)”.

Matteo Sacco: “A mio avviso, principale criticità è stata l’attivazione troppo attardata del sito per le iscrizioni”.

Chi si sbatte. Che tipologia di gruppi avete organizzato e quanto impegno avete profuso per la loro realizzazione?

Raul Cetatean: “Io e un mio compagno (Luca Cavazzini, ndr) abbiamo organizzato un gruppo trattante la storia dell’Isis e del Kurdistan. Ho impiegato circa una settimana per la raccolta di informazioni e la stesura dell’articolo. Due o tre orette, invece, per trovare documenti e interviste sugli avvenimenti recenti.

Luca Cavazzini: “Il tempo è stato dedicato principalmente a cercare materiale con la filosofia del minimo sforzo massima resa. Però, comunque, un paio di orette le ho spese.”

Anita Farneti: “Ho organizzato 2 gruppi. Il primo sul disegno e sul fumetto: ho fatto una gran fatica, ma mi sono divertita moltissimo. Nel secondo ho proiettato un film (“Lavorare con lentezza”): ho fatto zero fatica nell’organizzarlo, ma mi sono presa un raffreddore tremendo, passando dalla succursale alla sede sotto la pioggia. Senza contare, poi, che ho dovuto chiamare il tecnico perché quel computer obsoleto non voleva ridarmi il dvd”.

Dalla parte dei bachi. Come giudicate l’organizzazione? Ritenete che la scelta dei gruppi fosse congrua e stimolante?

Elena Armaroli: “L’organizzazione mi è sembrata ottima, grande puntualità e poche persone fuori dalle aule. Ovviamente ho assistito solo ad alcuni gruppi, che ho trovato davvero stimolanti. Ho visto ragazzi molto appassionati e desiderosi di sapere e di insegnare. Unica pecca: spesso si sovrapponevano gruppi sullo stesso tema, o temi molto simili, durante lo stesso turno”.

Simone Cossu:” Quest’autogestione mi è parsa ben organizzata per quanto riguarda i primi turni, in cui sono stati proposti gruppi interessanti. I secondi turni un po’ trascurati con, in prevalenza, proiezioni di film. Migliorabile, ma mi reputo soddisfatto”.

Chi osserva. Vista dall’esterno, come giudicate la partecipazione degli studenti?

Luca Vanelli: “Non posso astenermi dal criticare il flusso di persone che hanno partecipato all’autogestione: scuola non certamente stracolma. Non mi avventuro, però, in improbabili interpretazioni di questo fenomeno, non vivendo l’ambiente scolastico di quest’anno. I rappresentanti mi pare abbiano lavorato bene (mi verrebbe dire qualche film di troppo, forse) e, di certo, non si può attribuire loro la responsabilità delle assenze. Critico la scarsa voglia di partecipare del popolo Da Vinciano, sintomo preoccupante per una scuola che si è sempre caratterizzata per una coesione interna, rinominata spesso “fotta”, davvero notevole. Urge correre ai ripari… Come, purtroppo, non so.

Samuele Abagnato: “Il mio è un punto di vista che si limita a poche ore dell’autogestione, dato che ho tenuto un gruppo (“Caparezza”) in un solo turno di uno dei tre giorni. La partecipazione forse è stata minore di quella che mi aspettavo (nel mio gruppo c’erano 5 partecipanti), ma per fortuna il numero di studenti non è tutto, perché mi sembravano comunque interessati e motivati: è questa la cosa più importante”.

Matricole. Era la vostra prima partecipazione attiva? Ripetereste l’esperienza l’anno prossimo?

Anita Farneti: Sì, era la mia prima esperienza e sì lo rifarei l’anno prossimo, ma solo un gruppo (facendone due non me la sono goduta granché l’autogestione).

Gabriel Hoogerwerf (organizzatore del gruppo sul “Diritto all’abitare”): Fiero di dire che no, non era la mia prima esperienza: ho già partecipato a 2 autogestioni. Lo rifarei il prossimo anno? No. O almeno, non se si deve svolgere come l’edizione appena passata. Inizialmente, leggendo la lista dei gruppi, la mia curiosità si era infervorata, ma confesso che, purtroppo, ho letto in pochissimi altri volti la stessa voglia, sentendo addirittura gente che avrebbe preferito, testuali parole, assistere a “lezioni standard”. La mia negatività verso l’autogestione non è causata dai rappresentanti, anzi. Sono più deluso dal comportamento del corpo docenti: l’idea di mettere i professori in corridoio come “sorveglianza” mi ha fatto capire come tutto questo fosse solo un mero contentino dato agli studenti giusto per continuare la tradizione: i professori avrebbero dovuto partecipare, magari creando gruppi al fine di insegnare cose diverse dalle solite nozioni”.

Titoli di coda, insomma. Chiudiamo qui la “telecronaca” di questa autogestione. La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, ma anche nel malaugurato caso fosse riuscita d’annoiarvi (e credete, non s’è fatto apposta), vogliatene bene a chi l’ha capitanata, a chi ha contribuito ad organizzarla e, se volete, anche a chi l’ha raccomodata. Era il nostro modo per dimostrare che noi Da Vinci ci teniamo e per la sua causa ci sbattiamo. Sempre.

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Il Grande Bidello – Orientamento Universitario

E’ tempo di scelte per gli studenti che stanno terminando la scuola superiore e devono decidere che cosa fare dopo la maturità. Abbiamo intervistato 3 ex studenti del Liceo Da Vinci – ora iscritti a Medicina, Lettere e Scienze Politiche – per farci dare qualche consiglio.

Di Giovanni Fornaciari, Lorenzo Balbo, Giacomo Guizzardi

Fiera dell’orientamento è l’iniziativa organizzata da un ex “davinciniano”, che ha contattato i Rappresentanti d’Istituto, per fare incontrare gli studenti prossimi al diploma con ex studenti della nostra scuola, che ora frequentano l’Università.
La nostra redazione ne ha approfittato per sentire il parere di alcuni iscritti a Medicina, Lettere e Scienze Politiche.

Giovanni Fornaciari ha intervistato Giacomo Distefano, studente di Medicina. Giacomo ci parla di Medicina come di un corso di studi particolarmente impegnativo, in un mondo completamente diverso dal liceo, e che dal terzo anno prevede un tirocinio tutte le mattine. Il test è duro – passa 1 studente su 10 – ma per Giacomo la preparazione che dà il liceo è sicuramente buona per questo tipo di studi.

Lorenzo Balbo ha intervistato Valentina, studentessa di Lettere. Valentina ci descrive il corso di studi, ci spiega come funzionano test d’ingresso e debiti formativi, e ci indica i possibili sbocchi lavorativi.

Giacomo Guizzardi ha intervistato Alessandro Sotgiu, studente all’ultimo anno di Scienze Politiche.
Alessandro ci spiega come questo corso di laurea permetta di allargare conoscenza e prospettive al di fuori del proprio Paese, non solo verso l’Europa ma anche verso gli altri continenti, aumenti la coscienza civica e dia decine di sbocchi lavorativi.

Speciale elezioni: i risultati

Vi presentiamo i nostri rappresentanti d’istituto e le loro idee

Nella giornata del 30 ottobre siamo riuscite a rubare 5 minuti di tempo a Chiara Vannini (5A), Matteo Sacco (5B) di Listante, Michele Isola (4AE) di Listacontinua e Arianna Zanardi (5BU) di Alphalista per conoscerli meglio e mettere in luce i loro progetti futuri di quest’anno.

Ecco ciò che siamo riuscite ad ottenere!
Abbiamo chiesto se si sarebbero mai aspettati di essere eletti e con nostro grande stupore li abbiamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda, una qualità importante in questo ambito, ovvero erano tutti molto positivi e speranzosi riguardo agli esiti.
Ci hanno poi confidato la loro immensa felicità datagli dai risultati delle elezioni ed incentivata dalla loro fiducia.

Per quanto riguarda i loro piani, già divulgati durante la propaganda elettorale, hanno intenzione di tenerli tutti in considerazione e sullo stesso piano, senza accantonarne alcuno.

Quelli prima attuabili e veloci riguardano le future assemblee, tra cui la prima potremmo aspettarcela a novembre, e il tutorato, che ha già cominciato a prendere forma in questi giorni e a reclutare studenti pronti a dare una mano.

Quelli invece più impegnativi, ma non impossibili, richiedono permessi che non sono solo di competenza dei rappresentanti, quali autogestione, occupazione di certe aule durante l’orario pomeridiano e il progetto delle ore di attualità da inserire nelle ore scolastiche.

A noi sono parsi veramente coinvolti e seri, speriamo che questo fuoco continui a bruciare d’interesse e attendiamo con ansia i frutti del loro impegno.

Mettetecela tutta e buona fortuna!

Beatrice Lelli e Denise Passuti

Speciale elezioni: Listacontinua

In occasione dell’elezione dei rappresentanti di istituto di quest’anno, ho intervistato Michele Isola e Roberta Bova, i due candidati della Listacontinua.

Quali sono i motivi per la vostra candidatura?
Roberta: “Mi sento in grado di sostenere un impegno del genere e vorrei fare la rappresentante per poter dare il mio contributo alla scuola nonostante sia qui da solo un anno”.
Michele: “Mi è stato chiesto cosa vorrei fare da rappresentante d’istituto. Dall’esperienza dell’anno scorso ho capito che è più importante come si agisce che non l’azione stessa.
Ciò che mi piacerebbe ottenere quest’anno è un modo per poter vedere una collettività di studenti molto più partecipativa di quanto non sia stata finora. La spinta che da due anni ormai mi porta a candidarmi è quella brutta sensazione di inerzia che provavo prima nei confronti di un sistema che vedevo sbagliato. Credo che se ogni studente sentisse questa sensazione, e capisse di poter fare qualcosa per cambiare, vivremmo in una scuola molto diversa. Una scuola viva. Quello che voglio fare da rappresentante è provare a creare nuove realtà scolastiche di consapevolizzazione del sistema in cui viviamo: sistema che di qui a qualche anno saremo noi a portare avanti. Iniziative come le ore di attualità, i corsi di politica, le assemblee, hanno senso solo se alla fine di ogni incontro, un nuovo studente sarà disposto ad organizzare quelli successivi, poiché avrà capito l’importanza di se stesso nella società.
Nel pratico vorrei riuscire a coltivare le tre forme di assemblea lanciate l’anno scorso: quelle d’istituto,i consigli studenteschi e gli incontri del nucleo organizzativo. Dare una cadenza regolare agli ultimi due e stimolarne la partecipazione penso che sia la chiave di una scuola con una componente studentesca attiva e cosciente di ciò che è. Una volta realizzato questo chiedersi cosa fare è quasi una banalità: l’umanità barcolla e noi abbiamo tutte le forze di sostenerla, se scegliamo di farlo. Fermatevi un secondo a riflettere. Riflettere su che ruolo volete assumere nel mondo: potete essere persone buone o cattive, oppure fregarvi di cosa siete. Potete guardare e urlare di fronte a ciò che l’uomo sta facendo a stesso, oppure voltarvi e vivere sereni. Potete tornare a casa dopo scuola e vivere come vi hanno insegnato a vivere da sempre, oppure riflettere sul perché fate cosa e sul perché non fate qualcos’altro. Io credo che valga la pena impiegare parte del nostro tempo a pensare a ciò che ci circonda, anche solo per sapersi salvare nel momento in cui saremo noi a stare male. Sapere che una giacca che viene venduta a 200$ è stata pagata 3 cent all’operaio che l’ha prodotta non vi farà stare bene, ma vi permetterà di poter scegliere se acquistarla o meno. Di fatto se non si è informati non si ha libertà di scelta, o di pensiero, poiché non si ha nulla da scegliere, o da pensare. Io vi invito a informarvi, e a scegliere, perché l’operaio che deve prostituire una figlia per nutrire gli altri cinque, è responsabilità della giacca che indossiamo. Le correnti che cambiano e distruggono il clima, è responsabilità della nostra aria condizionata. Le generazioni sterminate dai gas tossici emessi dalle raffinerie in Africa sono responsabilità delle nostre penne a sfera. Ogni componente per noi insignificante della nostra vita ha un peso per l’umanità intera. E noi dobbiamo poter scegliere che parte avere in tutto questo, perché altrimenti qualcun altro sceglierà al posto nostro, e non sarà per il bene comune. Cosa voglio fare da rappresentante d’istituto? Voglio informare la gente“.

Qual è il programma della vostra lista?
Ore orizzontali: 2h curricolari al mese dedicate a temi di attualità
Tessere sconti per bar, pizzerie, cinema, librerie
Aula Autogestita: spazio all’interno della scuola che appartenga agli studenti
Beneficenza: partecipazione attiva a progetti di beneficenza
Volontariato: organizzazione di attività di volontariato
Sport: occasioni per fare sport insieme
Tinteggiatura interni ed esterni
Macchinette: introdurre cibi che siano stati scelti dagli studenti

Guglielmo Duss

Speciale elezioni: Apocalist

Ottobre sta per concludersi e al Liceo Leonardo da Vinci la propaganda elettorale entra nel vivo.

Nuove e vecchie facce si affrontano quest’anno per la carica di rappresentante d’istituto, ma ha fatto clamore soprattutto la candidatura di due ragazzi di terza, nati quindi nel 1999.
Andiamo a conoscere qualcosa in più sul loro conto.

Per tutti coloro che non vi conoscono: come vi chiamate? Come avete nominato la vostra lista?
Noi siamo Luca Righi e Leonardo Pini, siamo di 3A e la nostra lista si chiama Apocalist.

Raramente in passato dei ragazzi di terza si sono candidati, come mai voi, invece, avete deciso di presentarvi?
Perché abbiamo delle idee nuove che vogliamo proporre a tutti gli studenti del liceo e inoltre ci riteniamo abbastanza intraprendenti.

Quali sono queste idee? Che cosa vorreste fare in veste di rappresentanti d’istituto?
Prima di tutto vorremmo rivoluzionare le assemblee, chiamando come ospiti delle plenarie scrittori emergenti come Antonio Dikele Distefano (autore del libro Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?, Mondadori) o sportivi del calibro di Marco Belinelli o personalità emergenti uscite non solo dal nostro liceo, nonché giovani manager di aziende del territorio che godono di fama internazionale.
Vorremmo inoltre continuare a fare delle merende solidali, per poter così raccogliere i fondi da usare per la creazione della fatidica area relax che da anni viene richiesta, magari dotandola anche di un piccolo router.
Abbiamo come obiettivo anche quello di istituire le 2 ore di attualità mensili e non 4, poiché andrebbero a togliere troppo tempo utile per lo svolgimento del programma curricolare. In esse, ogni classe avrà il ruolo di scegliere l’argomento su cui discutere, come ad esempio la politica italiana.
Infine vorremmo organizzare delle feste d’istituto, una ogni 2/3 mesi, e un ballo di fine anno a maggio o a giugno, però non in discoteca ma in un palazzo, con cui abbiamo già stabilito dei contatti.

Laura Rigobello

Speciale elezioni: Listante

Sono appena state presentate le liste dei rappresentanti d’istituto e bisogna decidere chi ci rappresenterà durante quest’anno scolastico.
Abbiamo intervistato la lista LISTANTE presentata da Chiara Vannini (5A) e Matteo Sacco (5B).
Ci impressiona la grande quantità di obiettivi che hanno presentato e l’attenzione prestata nell’ideare proposte mirate a rendere più tranquillo e familiare il tempo che noi tutti dovremo passare a scuola.

Hanno pensato di sfruttare al meglio le ore scolastiche inserendo 4 ore mensili durante le quali, alunni e professori, potranno discutere argomenti di attualità per noi più interessanti.
Per quanto riguarda le ore extracurricolari, durante le quali vengono già svolte svariate attività che però non vengono riconosciute, propongono di inserire premi e riconoscimenti da attribuire alle persone che parteciperanno a tali attività.
Per migliorare i rapporti interpersonali hanno proposto di creare un comitato feste che organizzi eventi come grigliate, pool party e gite d’istituto. Quanto detto per ottenere attività extracurricolari di qualità che coinvolgano più studenti possibile.
Per agevolare lo studio è stato proposto un progetto di tutorato, quindi ripetizioni pomeridiane svolte a scuola da alunni più grandi in maniera gratuita e orientamento universitario svolto da ex alunni del Liceo Da Vinci.
Gli alunni potranno disporre di una tessera salva prezzo, in modo tale da poter risparmiare in alcuni locali della zona circostante l’istituto.
La lista propone anche varie attività di volontariato e ripropone un’attività già in atto, che si è già dimostrata valida, cioè la merenda solidale la quale, a differenza degli anni scorsi non sarà a nome di una classe, ma a nome dell’istituto stesso.
Verrà proposto l’inserimento di prodotti più apprezzabili nelle macchinette già esistenti e l’inserimento di nuove macchinette per il cambio, oltre alla migliore distribuzione della carta igienica nei bagni.
La lista LISTANTE propone, tramite un concorso interno al nostro Liceo, la scelta di un logo da usare su maglie, felpe, calzetti, astucci, teli da bagno e un bellissimo annuario stile USA.
Vannini e Sacco in merito alle assemblee di istituto hanno deciso di creare fogli informativi prima delle stesse in modo tale da rendere pubbliche le finalità dell’assemblea ed avere maggiore affluenza, vogliono istituire un nucleo organizzativo per avere gruppi fissi, quindi mantenere una continuità durante tutte le assemblee.
Gli alunni verranno tenuti informati e verranno rese pubbliche le attività svolte a scuola grazie a collegamenti diretti con la redazione del giornalino d’istituto e la redazione del giornalino di Casalecchio.
Noi vi abbiamo presentato i punti della lista Listante e loro stessi hanno proposto una buchetta delle idee attraverso la quale potrete esporre ogni vostro desiderio, quindi non ci resta che attendere i risultati delle elezioni dei rappresentati di istituto che avverranno tra qualche giorno.

Yuri Mimmi

 

Speciale elezioni: Alphalista

Popolo davinciano è ora di scegliere. Fine ottobre, nonostante l’arrivo dei primi freddi il clima è rovente in casa Da Vinci: come tutti gli anni siamo in clima elettorale.
Districandoci tra una fitta giungla di volantini, annunci e post, arriviamo al cuore della questione, ovvero le liste dei candidati alla rappresentanza.

Abbiamo intervistato per voi la lista totalmente femminile, l’Alphalista, composta da Arianna Zanardi della classe 5BU e Ana Maria Sharkova della classe 5CL.

Quali sono i motivi della vostra candidatura?
Arianna: “Essendo in quinta, quindi all’ultimo anno, personalmente mi sento pronta a dare qualcosa alla scuola, assolutamente non ho la pretesa di cambiare la scuola ma almeno vorrei lasciare un contributo“.
Ana Maria: “Le mie motivazioni sono circa le stesse. Essendo in quinta ci sentiamo pronte a rappresentare le idee di tutti, perché secondo noi sono fondamentali il dialogo e la collaborazione, sia tra studenti che tra professori. Ci siamo candidate anche per evitare che fossero eletti nullafacenti che puntano solo a saltare ore di lezione”.

Quali sono i punti principali del vostro programma elettorale?
Arianna: “Uno dei punti fondamentali è quello che riguarda le assemblee di istituto. Noi vorremmo che fossero davvero un momento di partecipazione e di unione per tutta la scuola, per fare qualcosa di diverso tutti insieme”.
Interviene Ana Maria: “A differenza dell’anno scorso dove c’era molta dispersione, noi vogliamo fare più gruppi da poter scegliere in anticipo attraverso questionari da far passare per le classi prima di ogni assemblea per deciderne gli argomenti”.
Ancora Arianna: “Durante le assemblee vorremmo parlare di più argomenti perché, parlando di un solo argomento, in cinque anni abbiamo notato che la gente si annoia molto facilmente“.
Aggiunge Ana Maria: “L’assemblea non dovrebbe essere un momento in cui siamo obbligati ad ascoltare qualcosa che non ci piace o un giorno in cui saltiamo la scuola. Dovrebbe essere un giorno in cui ci informiamo sia sulle cose interne sia su quelle esterne alla scuola, parlando di argomenti che ci interessano per aumentare la partecipazione e il dialogo che sono molto importanti”.
Arianna: “Un’altra idea che ci venuta in mente è una manifestazione notturna che coinvolga altre scuole e che sia d’impatto. L’idea è di andare di notte con una luce in mano, e così è già di grande impatto visivo, facendo una sorta di processione, un corteo funebre per dire che la scuola è morta. In questa manifestazione vogliamo la presenza dei professori per protestare insieme perché noi studenti insieme ai professori siamo la scuola”.
Ana Maria: “Un altro progetto è il Da Vinci Green, cioè l’abbellimento degli esterni, piantando fiori e aiuole, sia in sede che in succursale, per rendere tutto un po’ più allegro. E abbiamo pensato anche all’organizzazione di gite di un giorno in comune con le altre classi, fuori dall’orario scolastico, in modo da coinvolgere l’intero istituto”.
Arianna: “Noi vorremmo proporre anche una GioArt (giornata delle arti) solo del Da Vinci per promuovere la creatività degli studenti in ambiti artistici. Le opere saranno esposte e si terrà un concorso in cui gli studenti stessi sceglieranno l’opera migliore”.
Ana Maria: “Un altro nostro progetto è un questionario di valutazione, uno per il trimestre e uno per il pentamestre, in cui gli studenti valutano l’operato dei professori. I criteri di valutazione sono: la puntualità, la chiarezza delle spiegazioni, la capacità espressiva e l’oggettività della valutazione. Sarà un modo per farci sentire e per dimostrare la nostra consapevolezza. Le valutazioni verranno poi ovviamente sottoposte alla preside”.

Per quanto riguarda il discorso autogestione/occupazione?
Ana Maria: “Secondo noi l’autogestione è un contesto propedeutico per informare gli studenti e anche gli insegnanti, che, se vogliamo farci davvero sentire, deve concludersi con un’occupazione. L’autogestione è infatti un mezzo di informazione mentre l’occupazione è un metodo di protesta, in quanto anche atto illegale. Se dovessimo occupare, l’occupazione terminerà con il corteo notturno per dimostrare che siamo attivi e che ci interessa quello che accade intorno a noi”.
Aggiunge Arianna: “Io non sono dell’idea degli altri candidati che dicono che non ci sono i motivi: i motivi per occupare ci sono eccome, l’Italia sta andando a rotoli. Quello che non c’è è la partecipazione e la volontà degli studenti. Una cosa che mi ha dato fastidio è che si dica che la gente non vuole occupare perché non ci sono i motivi: la gente non vuole occupare perché nell’anno dell’ultima occupazione la preside tolse le gite. Sono la prima che trova giusto che la gente non protesti più perché è stato tolto loro il contentino della gita. Vuol dire che se basta così poco per fermarli allora il loro interesse non era così alto. Penso sia molto più importante combattere per i nostri diritti piuttosto che per due giorni di gita“.

Luca Cavazzini

Run the world, girls!

Marzo 2010
…la carica di rappresentante è stata occupata negli anni, all’interno del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, da ragazzi molto diversi tra loro: c’è stato il fattone, l’intellettuale, il buffone, il politicamente impegnato. E poi l’idolo delle primine, il lavativo (che non si faceva vedere nemmeno alle assemblee) il silenzioso, l’occupante, l’impacciato. E poi ancora il non occupante, l’attore e l’uomo invisibile dopo aver combinato un casino con gli annuari…
Ribadisco, ragazzi molto diversi tra loro. Ma con una piccola caratteristica in comune: tutti maschi. Da cinque anni o più le ragazze del Da Vinci non sembrano propense a tentare la scalata verso il potere.

Da quando mia sorella scrisse questo articolo per il vecchio giornalino della scuola, il Vitruviano, sono oramai passati ben 5 anni. Naturalmente le cose adesso sono cambiate, vero? Adesso il numero delle rappresentanti d’istituto è decisamente aumentato, se non fino a superare quello degli uomini, giusto? AHAHAHAHA, ma non fatemi ridere!

Da quando sono arrivata in questo liceo la presenza massima femminile è stata di 1 su 4. Eppure sono tante le fanciulle che partecipano alle assemblee e alle manifestazioni, si interessano a temi di attualità, si impegnano per una buona riuscita di un’occupazione o di un’autogestione.
La partecipazione c’è, solo che nella maggior parte dei casi è molto silenziosa. Questo perché ancora nel 2015 la politica è considerata una pratica quasi esclusivamente “per uomini”. Stereotipi tuttora esistenti ci fanno credere che tutte le qualità che servono per ruoli come questi, come la grinta, il carisma e l’astuzia, siano assenti nella stragrande maggioranza delle ragazze.

Dopo tutto quello che ho scritto capirete come sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo scoprire che quest’anno la metà dei candidati è femmina. Sarò sincera, non ho idea di quali siano i punti della lista che esse vogliono presentare, poiché l’assemblea in cui parleranno sarà fra qualche giorno, ma sono comunque felice che si siano fatte avanti perché sono l’esempio che qualcosa, finalmente, sta cambiando.

Anita Farneti