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In un futuro aprile

di Elena Armaroli

15 aprile 2016. Fa caldo dentro al Teatro Laura Betti, in centro a Casalecchio di Reno. I posti sono quasi tutti occupati, principalmente da ragazzi e ragazze come me. Tra loro spunta qualche professore. Siamo qua per assistere al convegno In un futuro aprile, dedicato a Pier Paolo Pasolini e organizzato dalle scuole superiori Galvani, Da Vinci e Copernico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie a un bando di concorso del MIUR, che ha dato alle scuole vincitrici la possibilità di presentare un approfondimento su un tema della letteratura italiana del Novecento. Si tratta di un lavoro d’insieme, di un progetto “corale”.

I ragazzi si sono documentati attraverso mostre e conferenze che hanno costellato l’anno del quarantesimo anniversario della morte dello scrittore bolognese. Ciò che ne è venuto fuori, ci spiegano Marinella Cocchi – dirigente scolastica del Liceo Da Vinci – e Claudia Colombi – docente al Liceo Copernico – è qualcosa di diverso ed emozionante: “si dà vita ai contenuti”, “si mette lo studente al centro”.

Il convegno è strutturato su undici interventi, ognuno dei quali tratta un aspetto della vita o dell’opera dello scrittore: dal rapporto di Pasolini con Bologna al suo processo per pornografia, passando per Casarsa, le borgate romane, il mito greco, la figura di “coscienza critica del paese”.

Subito dal primo intervento ci si rende conto dell’originalità e della creatività con cui il progetto è stato realizzato: i ragazzi della 5a CL del Leonardo da Vinci ci presentano Indipendenza e solitudine: lo spleen del XX secolo. Vita e personalità di PPP.  La duplice personalità dell’autore ci raggiunge attraverso le sue stesse parole, recitate dai ragazzi su un sottofondo di Vivaldi e accompagnate da uno sfondo nero su cui appaiono le parole chiave – nessun conforto, soddisfazione, disgrazia, fuggire, stanchezza

Il malessere dell’autore, la sua vitalità ci colpiscono con una forza angosciante, potentissima – un messaggio universale.

La presentazione continua illustrandoci la giovinezza dello scrittore tra Bologna e il Friuli, arrivando poi a L’ossimoro del sacro. Ateismo e religione nella saggistica e nel cinema di PPP, della classe 5a C del Liceo Da Vinci: un’approfondita analisi della dicotomia pasoliniana sacralità-religione e delle inaspettate posizioni che l’autore prende nei confronti dell’aborto e del referendum sul divorzio. Il tutto visto attraverso la produzione cinematografica dell’intellettuale bolognese.

Viene poi approfondito il rapporto di Pasolini con le borgate romane e la visione che ne viene data in Ragazzi di vita, primo romanzo dello scrittore, che gli costò un processo per pornografia. Molto originale l’idea dei ragazzi di 5a AU del liceo casalecchiese di mettere in scena alcuni momenti del processo in Processo per pornografia in quattro scene.

Dopo una breve pausa caffè ci tuffiamo nuovamente nell’universo pasoliniano, assistendo a un’analisi del rapporto di Pasolini col mito greco con Edipo Re e Pilade.

E’ poi la volta de Il neon dopo le lucciole: la complessa eredità di Pasolini corsaro, dove la classe 5a P del Liceo Galvani ci presenta un Pasolini critico della società borghese e consumista, colpevole di un genocidio culturale nei confronti delle sottoculture e soggetta a un forte cambiamento antropologico e linguistico. Ci troviamo faccia a faccia con un Pasolini che denuncia ostinatamente, restando però pervaso da un senso di rassegnazione. E’ difficile individuare intellettuali odierni del calibro di Pasolini, ci fanno notare le ragazze di 5a P, che però individuano in Amelia Rosselli, Pier Vittorio Tondelli e Zygmunt Bauman i suoi “eredi”.

La classe 5a O del Galvani ci presenta poi il suo progetto Nuova Officina, una raccolta di saggi da loro scritti sullo scrittore bolognese e i suoi contemporanei.

Il convegno si chiude con Eredità e memoria: nuovi comizi in dialogo con Renzo Paris, opera della 5a BU del Liceo Da Vinci: un cortometraggio sulla falsa riga dei Comizi d’Amore, in cui gli studenti intervistano i passanti sul loro “rapporto” con la figura di Pier Paolo Pasolini. I ragazzi intervistano poi Renzo Paris, amico di Pasolini e autore di Pasolini ragazzo a vita, che ricorda l’intellettuale come un ragazzo brillante, pieno di contraddizioni, sempre attivo e accompagnato da un sentimento di commozione nella memoria collettiva.

La conferenza ci lascia con l’amaro in bocca al pensiero dell’agghiacciante morte dello scrittore, ma sorridenti di fronte a una personalità così complessa, forte e ricca, all’impegno dei giovani per mantenerne vivido il ricordo.

Convegno su Pier Paolo Pasolini
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Le foto sono di Yuri Mimmi

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Il convegno In un futuro aprile sul sito del Liceo Da Vinci

Due pazzi all’inferno

Proprio due pazzi sono quelli che si sono esibiti il 21 ottobre nella sala conferenze della biblioteca comunale di Casalecchio di Reno.

Nel pomeriggio del 21 ottobre il professor Federico Cinti, insegnante di letteratura e filosofia presso il Liceo da Vinci, e il suo ex alunno Leonardo Ventura, frequentante l’accademia di teatro di Bologna, si sono esibiti in un duetto alla riscoperta della cantica infernale scritta da Dante tra il 1304 e il 1308, per un pubblico di circa centocinquanta persone tra insegnanti e studenti.

Nonostante i due non siano più legati dal rapporto studente-insegnante, che noi tutti viviamo ogni giorno tra i banchi di scuola, hanno deciso di mettere in scena una lezione parodica all’insegna della Commedia più studiata in Italia e all’estero.
Ancora una volta il professor Cinti ha quindi analizzato per il suo alunno il viaggio che Dante immagina di intraprendere nell’oscuro regno di Lucifero, accompagnato dal grande maestro Virgilio, tra gravi amarezze, scene commoventi e incontri ravvicinati con anime infernali.

Non essendo dotato della facoltà della vista il professor Cinti ha recitato a memoria ogni singolo verso, passando dal commovente canto quinto di Paolo e Francesca e della loro storia d’amore adultero che li ha portati alla dannazione eterna, al primo canto che ironicamente Leonardo ha giudicato come noioso e inutile, pur essendo l’incipit di una storia del tutto innovativa per il suo tempo.

Tra scherzi e battute i due si sono soffermati su ogni canto che hanno recitato, analizzando passo passo le parole del poeta che ha apparentemente la presunzione di potersi sostituire a Dio e decidere chi debba essere condannato alle pene eterne dell’inferno. Ma la verità è che anche lui sa di essersi perso nella “selva“ del peccato e compie questo viaggio in mezzo a peccatori come lui dei quali rievoca le debolezze e gli istinti,come l’amore, a cui nessuno di noi si può ribellare.

L’amore è stato certamente il tema centrale dell’rappresentazione nelle sue due diverse sfaccettature di atto di ragione verso la divinità a cui dobbiamo prestare fede e devozione, oppure come atto carnale che porta alla follia e alla disperazione, così come avviene per Dante con Beatrice della quale è follemente innamorato.

Il viaggio con Dante e i nostri due attori si è concluso con un caloroso applauso da parte del pubblico studentesco, e sicuramente questo rappresenta ancora una volta il potere accademico che hanno le lezioni al di fuori delle noiose aule di scuola a cui siamo abituati, e del grande desiderio che i professori hanno di farci apprezzare ciò che a noi sembrano solo parole messe in fila per fare rima.
Inoltre è fantastico vedere come uno studente e un professore possano rimanere così legati fuori dall’ambito scolastico grazie ad una passione comune: la letteratura.

Gregorio Marchesini