Chiacchiere superstiziose

Quanto possono influenzare le nostre scelte?

di Aurora Martelli

Vi sfido a passare sotto a una scala, ad attraversare la strada con un gatto nero, e magari a salire su un aereo di venerdì 17.

La superstizione è una brutta bestia, perchè senza che ce ne accorgiamo ci cambia molti aspetti della vita, la gente oggi è più impegnata a cercare di sfuggire alle situazioni “pericolose” piuttosto che a vivere cogliendo in pieno le occasioni.

E poi tutti questi simboli, tutti questi significati nascosti…cosa vogliono dirci esattamente? Se li esaminassimo in quanto tali, non vedremo altro che situazioni inevitabilmente quotidiane: una scala appoggiata al muro in fondo cosa vorrà mai nascondere, dove sarà mai il mostro in un grazioso gattino nero che tutto solo attraversa la strada, e poi il mistero del numero 17, è un numero come tutti gli altri, cosa si celerà tra le sue cifre? La leggenda romana ci racconta che già a quel tempo questo numero non era ben visto, perchè anagrammandone le cifre XVII in VIXI ne risulta il verbo “vissi” il che significa che non sono più in vita. Tutto molto vago a mio parere, chissà quanti altri numeri possono subire questa trasformazione e svelarci frasi taboo che vediamo solo nei film horror. Abbiamo constatato che anche le calcolatrici parlano con le frasi da leggere al contrario perciò ci saranno senza dubbio altri numeri che possono prendere il posto del misero 17.

Mi sono sempre chiesta, se sono coincidenze, se è il destino, la fortuna o la statistica che ci porta a vivere le situazioni della vita, e ho capito che non è possibile dare una risposta concreta poiché ogni situazione è a sé e nasce secondo parametri differenti di volta in volta. Infatti come parliamo di sfortuna si può benissimo girare la frittata e fare lo stesso discorso per i gesti scaramantici: portare un quadrifoglio nel diario, attaccare un peperoncino al frigorifero, eliminare tutto quello che c’è di viola nell’armadio..può davvero cambiare le cose? Basta solo pensare che una buona parte di persone compra il giornale o le riviste solamente per leggere l’oroscopo in ultima pagina, ignorandone completamente il contenuto che può essere molto più interessante di qualche banale coincidenza tra le stelle. Vi siete mai chiesti come sarebbe il mondo senza queste complicazioni e restrizioni? Forse ci sarebbe molta più serenità e libertà nelle scelte, niente più progetti rimandati ed occasioni sprecate; siamo persino arrivati al punto di non sapere più come ribattere alla frase “in bocca al lupo”, crepi o grazie secondo le varie leggende sono in un conflitto continuo e a seconda della risposta ci si ritiene più o meno fortunati dell’altro. Ridicolo direi. Dovremmo imparare a mettere da parte tutte queste antiche credenze, valorizzare ciò che è davvero utile e renderci conto che siamo tutti sulla stessa barca, ci sono venti più o meno favorevoli che ci spingono verso il porto o verso l’ignoto, l’importante è saperli dominare e tenere presente che non è mai troppo tardi per cambiare rotta.

Quindi credo che sarebbe appropriata una bella dose di pazienza, perchè le cose migliori richiedono tempo e non sono mai dietro l’angolo come speriamo, a volte si fallisce, ma sappiamo tutti che un fallimento può insegnare molto di più di una vittoria; tranquilli lo dico io che sono nata proprio il 17 e sono la superstizione fatta a persona!

L’economia che non punta al solo profitto

Il 2017 è arrivato ed è ricominciato anche il Laboratorio di Politica del Liceo da Vinci con il terzo incontro del 26 gennaio. Il tema trattato girava intorno a modelli economici alternativi, con testimonianze ed esempi già presenti nel nostro paese.

Di Raul Cetatean

Il dibattito si è aperto subito con un esempio concreto esposto da Massimiliano Guerrieri, un modello di economia basato sullo scambio piuttosto che sul mercato, incentrato sull’interazione della domanda e dell’offerta e sull’arricchimento del produttore: la Cianfrusoteca.
La Cianfrusoteca è un’associazione senza scopo di lucro con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e la natura attraverso campagne di sensibilizzazione sull’uso appropriato delle risorse naturali. Nell’ambito della lotta agli sprechi, l’associazione si occupa della ricollocazione di beni che per alcuni potrebbero non avere più un uso, ma che potrebbero servire ad altre persone.
Alla Cianfrusoteca non viene usata una vera moneta, e l’unico modo di “acquistare” un oggetto è quello di portarne uno in cambio, un principio quindi molto simile al baratto.

Questo tipo di economia alternativa può essere vista come un progetto ambientale, sociale, culturale ed economico, che permette di soffermarsi e riflettere su come l’uomo non sia legato solamente al lato economico, ma anche sociale e solidale.

Successivamente Andrea Bertani e Yuri Torri, consiglieri dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, hanno parlato più in generale di quello che sta già avvenendo in Italia, e riferendosi al nostro territorio, hanno illustrato i contenuti della Legge Regionale sull’economia informale solidale, intitolata Promozione e sviluppo dell’economia solidale e della responsabilità sociale delle imprese.
La Legge è stata portata in Assemblea Legislativa dai consiglieri, ma è stata scritta a più mani e ha l’intenzione di promuovere, finanziare e portare avanti questo tipo di economia alternativa come un modello da seguire.

A questo proposito, sono sorte delle domande riguardo all’autosostentamento di questi modelli: senza sovvenzioni o entrate monetarie riescono a continuare l’attività?

Secondo Yuri Torri questi tipi di economia solidale sono possibili e riescono ad autosostenersi e sono già presenti: alcuni degli esempi, anche citati nella Legge, sono i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), i DES (Distretti di Economia Solidale) e le RES (Reti di Economia Solidale).
Il GAS è un gruppo di cui fanno parte i cittadini che cercano di sostenere un’economia che non sfrutti il lavoro e che retribuisca in modo adeguato i lavoratori, un’economia “giusta” e che tuteli l’ambiente.
Tuttavia questi gruppi di acquisto potrebbero risultare svantaggiosi per gli acquirenti, se si guarda unicamente il lato economico, poiché i prezzi degli alimenti e dei beni venduti sarebbero più alti rispetto a quelli presenti sul mercato.

Anche Elena Fanti – docente di filosofia nel nostro Liceo – è intervenuta per provare a rispondere a questa domanda, raccontando la sua esperienza personale. Avendo tenuto conto di tutte le spese sostenute per la propria famiglia e degli acquisti fatti tramite i GAS, secondo lei la spesa sarebbe minore rispetto a quella fatta in un supermercato. Infatti, mentre attraverso il GAS la spesa è più oculata e si acquista ciò che realmente serve, al supermercato si tende a essere attirati anche da altri prodotti che non sono strettamente necessari.
Un altro esempio di cui si è discusso a favore dei GAS è stato sul prezzo degli alimenti. Da un punto di vista economico, sembrerebbe meglio acquistare prodotti provenienti dall’estero perché magari in un periodo possono costare meno rispetto a prodotti nostrani. Tuttavia l’ambiente ne risente molto a causa della CO2 prodotta durante il viaggio, e questo porta danni sia all’ambiente che all’uomo.

Ci sono dunque delle strade percorribili rispetto all’economia prevalente, che possono anche risultare più vantaggiose per noi sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della qualità della vita, cominciando anche dal nostro piccolo.

 

Ascolta le interviste agli ospiti

Il Grande Bidello – Un’altra economia è possibile?

Al terzo incontro del laboratorio di politica del liceo Leonardo Da Vinci dello scorso 26 gennaio si è parlato della possibilità di un’economia sostenibile.

Sono intervenuti  i consiglieri regionali Yuri Torri del gruppo SEL-Sinistra Italiana e Andrea Bertani del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Guerrieri del progetto pugliese Cianfrusoteca e la docente di filosofia del nostro Liceo Elena Fanti su esperienze concrete di economie alternative.

Noi della Leoradio abbiamo fatto in modo che tutti voi possiate ascoltare le loro opinioni, in particolare per coloro che non sono riusciti a venire all’incontro.

Vi presentiamo le interviste fatte agli ospiti e alla studentessa Chiara Vignudelli al termine dell’incontro.

Buon ascolto!

 

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