Il Derby, una settimana dopo

di Aurora Martelli, 4BL

Bologna la grassa, Bologna la rossa, città che sorride, grande ma unita e soprattutto apprezzata dai turisti sia artisticamente che in campo gastronomico. Forse spaccata in due solo per una cosa, quando a Bologna si parla di basket, ti devi per forza schierare: “Effe o Vu nere”? Perché dico per forza? Per il fatto che bisogna far vedere che si pende per una squadra o per l’altra. Bisogna sottolineare l’appartenenza ad una delle due storiche fazioni da sempre e per sempre rivali, ed anche quello che di basket proprio non si interessa deve comunque scegliere magari “per simpatia” al fine di allargare la famiglia.
L’unica cosa in comune è la città; per il resto, colori diversi, campi diversi, mentalità diverse. La Fortitudo Bologna, biancoblù, detentrice di 2 scudetti e 1 coppa Italia, dopo gli anni di gloria in serie A con il “barone” Gary Schull e più tardi con il “supereroe semplice” Gianluca Basile, nel maggio del 2009 sprofonda negli abissi della Legadue. In seguito ad anni di buio, e sorrisi dei tifosi rivali, la squadra ricomincia la scalata verso la vetta, e con la vittoria su Siena nel giugno 2015, i biancoblù tornano in serie A2.
La Virtus Bologna, bianconera, dopo l’Olimpia Milano è la squadra più titolata d’Italia con 15 scudetti, 8 coppe Italia e 2 coppe dei campioni. Michael Ray Richardson, Jan van Breda Kolff e Aza Nikolic sono solo alcuni dei grandi talenti della storia di questa società. La fascia negativa per loro arriva nel 2003, in seguito a problemi economici la squadra è esclusa dal campionato e costretta a ripartire dalla Legadue, da cui poi riconquisterà la promozione in massima serie. Nel maggio del 2016 retrocede, per la prima volta sul campo, in serie A2, incontrando così nella stagione successiva i diretti rivali biancoblù. E’ derby.
Sono in tutto 104 i derby disputati tra le due squadre, il primo risale al campionato 1966-1967 con vittoria per la Fortitudo, l’ultimo è di pochi giorni fa, 6 gennaio 2017, vinto dai bianconeri. Erano 8 anni che il popolo bolognese aspettava questo evento, l’ultimo ha avuto luogo nel 2009, seguito dal fallimento biancoblù. Voglia di riscatto per la Effe, decisi a riaffermarsi le Vu nere. La partita, che si è giocata in casa virtussina
all’Unipol Arena di Casalecchio, è finita 87-86 per i padroni di casa dopoun tempo e una sofferenza interminabili. Pari alla fine dei regolamentari si va ai supplementari. Si ferma il tempo, il respiro, il battito se ne era andato già da un po’, e poi scadono i 5 minuti dell’overtime: per un solo punto è vittoria Virtus.
Da tifosa biancoblù sono uscita in fretta dal palazzo perché non volevo assistere ai festeggiamenti, ho riconosciuto con rammarico la “supremazia” avversaria e ho preso la strada di casa. Come mio primo derby e per lo più dal vivo sugli spalti, devo dire che è stato unico, a prescindere dal risultato sapevo che sarebbe stata una partita emozionante.
Entrambe le squadre hanno dato tutto, testa, cuore, grinta, e soprattutto nessuno avrebbe mai detto che il gioco sarebbe andato avanti punto a punto, con parziali tirati e scarto minimo del punteggio finale.
Ora forse dovrei accanirmi contro gli arbitri per aver convalidato quella schiacciata oltre i 24 secondi di Lawson, probabilmente il risultato sarebbe stato diverso, probabilmente avrebbe vinto la Fortitudo, non lo sappiamo.
L’unica critica che faccio va alle tifoserie, sempre più impegnate a insultarsi a vicenda invece di sostenere la propria squadra. Sono stati vergognosi gli insulti da una curva all’altra durante il minuto di silenzio dedicato a Ezio Pascutti, grande ala del Bologna Calcio scomparso due giorni prima. Approfittare della quiete e riempirla di parole vuote e inutili.
E ancora, il numero 7 della Fortitudo si ritrova per terra a bordo campo, così un tifoso virtussino si alza dal suo posto e non ci pensa due volte a urlargli addosso qualcosa. Sono questi gli episodi che rovinano tutto, basterebbe che la gente pensasse solo a gustarsi il gioco e gioire per i propri beniamini, ci sarebbe senz’altro un’atmosfera diversa. Invece no, l’importante è accanirsi sull’altro, ormai la partita è tra tifosi e non più sul campo. So perfettamente che non ci potrà mai essere amore tra le due fazioni, ma bisogna essere obiettivi e riconoscere il merito ai vincitori, anche perché tanto poi ci ritroviamo tutti insieme a tifare i rossoblù in curva Bulgarelli!
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