Uscita l’edizione cartacea di Leoradio

E’ finalmente anche online l’edizione speciale del numero unico della Leoradio, la versione cartacea dei nostri migliori articoli di quest’anno.

Molti avranno già visto il nostro giornale anche al Liceo da Vinci, distribuito l’ultimo giorno di scuola. Altre copie verranno distribuite ai genitori e nei posti strategici della città.
Ma è anche liberamente scaricabile a questo link

Ci troverete gli articoli migliori scritti quest’anno dalla nostra redazione, ma anche dei contenuti speciali esclusivi per questa copia unica.

La stampa del giornale è stata possibile grazie al contributo di Coop Alleanza 3.0 – Comitato soci di Casalecchio di Reno.

Per l’occasione i nostri caporedattori Giacomo Guizzardi e Giovanni Fornaciari – grazie alla collaborazione con Radio Frequenza Appennino – hanno realizzato una puntata speciale de Il Grande Bidello, con un bellissimo editoriale di fine anno.

 

I disegni sono di Anita Farneti

 

The Void Project

di Elena Armaroli

The Void Project è un progetto che vede un team di persone nato con la finalità di dar vita ad eventi pubblici, o in rete, in cui interagiscano giovani artisti operanti in diversi campi. Si vuole creare una collaborazione tra diversi tipi di arte, uno scambio culturale. Ci servono vari punti di vista, diverse opinioni, diverse risposte”: così Leonardo Spampinato, uno dei pilastri di The Void Project, mi definisce l’innovativo progetto portato avanti da giovani artisti, mentre gli faccio qualche domanda davanti a un caffè. L’idea, mi spiega, è di organizzare eventi su un determinato tema, affrontato attraverso diverse discipline artistiche – musica, fotografia, poesia, … ; raggruppate in uno spazio comune. L’ultima e (per ora) unica mostra, La terra in frammenti, proposta a Bologna e Imola, verteva sullo scontro tra uomo e natura, rappresentato attraverso le fotografie di quattro giovani artisti bolognesi e accompagnato da musiche di Valentina Giannetta e Luis Antonio Canettoli e versi di Lorenzo Danieli. Il progetto si rivolge soprattutto agli artisti giovani ed emergenti, che hanno così la possibilità di farsi conoscere e d’inserirsi nel panorama artistico della zona: Leonardo mi racconta che, grazie alla mostra organizzata in centro a Bologna, un ragazzo ha avuto la possibilità di vendere alcune fotografie ed entrare in contatto con persone del suo campo. L’iniziativa sembra quindi essere decollata alla grande, con grande riscontro su pubblico e artisti; forse anche grazie a patrocinanti dai nomi importanti, come Legambiente.

Il tutto nasce nel settembre 2015 da un’idea di Davide Hare: l’illuminazione gli arriva da un concerto dei Massive Attack durante il quale all’esecuzione di uno dei brani era stata abbinata la proiezione di titoli di articoli tratti da una rivista scandalistica. Fu proprio il legame insospettabile creato tra la musica e qualcosa che a prima vista ne era del tutto lontano a colpire Hare e a dargli l’idea sui cui far vertere il progetto che sarebbe stato avviato di lì a poco. Nasce così, grazie a mesi di emozioni e duro lavoro, questo progetto corale e vivo, se vogliamo, un po’ ambizioso.

Si prospetta un futuro denso ed emozionante, di cui Leonardo ci anticipa una probabile dimostrazione di wushu (ndr: arte marziale cinese), accompagnata da musica in live di sottofondo; e una replica di La terra in frammenti a Riccione. Nella trepidante attesa di queste iniziative, se avete voglia di scoprire qualcosa in più sul progetto o di partecipare, potete contattare gli organizzatori sulla loro pagina Facebook.

L’intervista si chiude con una domanda un po’ personale: chiedo a Leonardo come si sia avvicinato al mondo della musica. Suo padre, mi racconta, suona il pianoforte: la musica è sempre stata parte integrante della famiglia. Lui, allontanandosi un po’ dalle orme del padre, a nove anni decide di iniziare a prendere lezioni di chitarra da Marco Falzoni, che diventerà una delle figure più importanti della sua identità artistica. Conosce così un mondo nuovo ed affascinante; che lo porterà, dieci anni dopo, fino a The Void Project.