Questo non è uno sfogo scolastico

di Aurora Martelli

Diciamo sempre di voler tornare alle scuole elementari per godere le ricreazioni interminabili o alle medie per rivivere le prime esperienze dell’adolescenza, perchè ricordiamo quegli anni come il periodo più giocoso e libero della vita, nel quale non esistevano limiti né regole, e non c’era neanche la preoccupazione di sapere cosa fosse un riassunto o un saggio breve, perchè queste cose avrebbero dovuto aspettare ancora un po’.

Settembre. Il mese più odiato dagli studenti, i quali devono riportare la testa sul pianeta Terra dopo essersi goduti tre mesi pieni di vacanze; si ricomincia con le levatacce al mattino presto, la colazione spiccia e contenuta, c’è troppo poco tempo per poter soddisfare a fondo i bisogni mattinieri dello stomaco. Dopo aver chiuso zaino e giacca si dà una rapida occhiata all’orologio e ci si accorge, inevitabilmente, di essere in ritardo.
Allora si afferrano prontamente le chiavi di casa e si collegano le cuffiette al telefono, perchè si sa che la giornata di uno studente non può non iniziare con la musica.

Una volta arrivati a scuola, la prima cosa da fare è cercare gli amici e sfogare la propria rabbia sulla vacanze finite troppo presto ma, dopo aver realizzato di essere agli inizi del nuovo anno, il cervello deve assolutamente trovare il modo di recuperare tutte le energie psico-fisiche per riuscire ancora una volta a sopravvivere.
Secondo questa logica, anche gli insegnanti dovrebbero subire lo stesso trauma e arrivare in classe con zero voglia di fare lezione, invece entrano tutti belli pimpanti con un sorriso a trentadue denti e una voce squillante ansiosi di chiedere se i compiti estivi sono stati fatti e se qualcuno abbia voglia di ricordare con un breve discorso gli ultimi argomenti studiati l’anno precedente. Ma cosa ci si può aspettare alle 8,00 di mattina del primo giorno di scuola, dopo che la propria libertà è stata stroncata dalla fastidiosa suoneria della sveglia? Così tutti quegli occhietti che sembrano crollare sui banchi restano pesanti, socchiusi o anche del tutto chiusi nel caso in cui qualcuno sia riuscito a trovare il posto giusto, un po’ nascosto, per dormire ancora un po’. L’insegnante quindi rimane insoddisfatto senza risposte e talvolta sceglie di passare alle “maniere forti” cominciando a fissare le prime verifiche scritte. A quel punto, allora, lo studente dovrebbe essersi svegliato e con tanta nostalgia inizia a sfogliare il diario e a fare la somma totale delle settimane che mancano alla fine, al giorno in cui finalmente riconquisterà la libertà.

Così passano i mesi e lo stesso trauma si ripete dopo le vacanze natalizie, e con un po’ di rammarico si ritorna alla solita routine. A spezzare proprio questa routine, per staccare un po’ la testa, ci sono gli amici, le feste, i sabato sera, la musica, le crisi e i pianti, le mamme, la macchina, lo sport e i pranzi della domenica. Eh si, è un dovere più che un diritto trovare il maggior numero di vie di fuga possibile al fine di non passare un anno intero immerso nello studio.

Quando torna la bella stagione si respira un’aria migliore, più nuova, ci si sente quasi rinati come i fiori colorati in primavera e i baci caldi del sole trasmettono forza e ottimismo. Piano piano, dopo giorni infernali e disavventure da dimenticare si fanno due conti e giugno è arrivato. La fine è vicina e la gioia si triplica al suono dell’ultima campanella, ma bisogna sapere che la vita di uno studente è perennemente popolata da ansia e preoccupazione, infatti mentre per i maturandi la strada si prolunga, tutti gli altri sono immersi nella gelida attesa di scoprire il responso dell’anno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...