La Buona Scuola: le critiche di prof e studenti

Alternanza scuola-lavoro, risorse economiche disponibili e figura del dirigente scolastico: questi i temi maggiormenti dibattuti da prof e studenti con gli ospiti del Laboratorio Interattivo di Politica dedicato alla “Buona Scuola”.

di Raul Cetatean

Due ospiti di rilievo istituzionale hanno partecipato al primo appuntamento del Laboratorio Interattivo di Politica dedicato alla riforma “La Buona Scuola”: la senatrice del Partito Democratico Francesca Puglisi e l’Assessore ai Saperi e alle Nuove Generazioni del Comune di Casalecchio di Reno Fabio Abagnato.

Dopo una breve sintesi di quella che è la riforma “Buona Scuola” da parte della senatrice, il dibattito si è spostato su alcuni punti approfonditi dal discorso iniziale: l‘alternanza scuola-lavoro, le risorse economiche disponibili e la figura del Dirigente Scolastico.

Il primo aspetto, ovvero l’alternanza scuola-lavoro, è stato quello più discusso in questo incontro. La legge propone per tutti gli studenti un’esperienza di scuola-lavoro durante l’anno scolastico – a partire dalla classe terza e per un totale di 200 ore nell’arco del triennio nei licei – e un curriculum dello studente.
Lo scopo sarebbe duplice: permettere allo studente di coltivare le proprie inclinazioni in itinere e orientarlo al meglio ai fini delle proprie scelte formative future.
A questo impianto sono state mosse diverse critiche, sia da parte degli studenti presenti che dei docenti.
La Dirigente Scolastica Marinella Cocchi, da parte sua, ha sottolineato la complessità organizzativa di tale percorso parallelo al tempo-scuola e la difficoltà di stabilire contatti non episodici con aziende o istituzioni che vogliano fattivamente aderirvi.
La senatrice Francesca Puglisi ha risposto a queste critiche dicendo che questa attività verrà finanziata dalla legge . Resta il fatto che però, per avere il tempo necessario, bisognerebbe riprogettare il piano dell’offerta formativa per aggiungere queste ore di attività all’interno della programmazione didattica ed educativa, anche nei licei.

Sul piano dei fondi, si interverrà anche sulla formazione dei docenti e dei dirigenti, sull’edilizia scolastica, sul piano informatico e tecnologico delle scuole.

La senatrice Puglisi si è in seguito soffermata sull’importanza della figura del Dirigente Scolastico. Infatti, il Dirigente Scolastico può assegnare un “bonus scolastico” ai professori, seguendo un criterio elaborato da un gruppo formato da docenti, rappesentanti dei genitori e degli alunni.
Si introduce anche il nuovo piano dell’offerta formativa (POF), che diventa triennale e che dovrà essere “curvato” secondo le necessità della scuola.
Il Dirigente Scolastico stesso sarà valutato ogni tre anni sulla base di criteri stringenti da un nucleo di ispettori ministeriali.

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