Il Grande Bidello – Alternanza scuola-lavoro nella Buona Scuola

Quali sono le sfide per i licei nel mettere in pratica il progetto di alternanza scuola-lavoro inserito nella “Buona Scuola”? A rispondere il professor Alfiero Salucci, referente per il Liceo da Vinci su queste tematiche.

di Giovanni Fornaciari

Come nei licei si attuerà la collaborazione con enti pubblici e privati per mettere in pratica l’alternanza scuola-lavoro presente all’interno della riforma “La Buona Scuola”? E’ la domanda che il nostro Giovanni Fornaciari ha posto al professor Alfiero Salucci, docente del Liceo da Vinci e referente su queste tematiche, a margine del primo Laboratorio Interattivo di Politica.

Il primo problema che pone Salucci è la difficoltà per i licei di relazionarsi con le aziende pubbliche e private, in quanto questo tipo di scuola non dà uno sbocco diretto al mondo del lavoro. Il nostro Liceo tenterà di mediare attraverso una strategia mista per distribuire il notevole monte ore previsto – 200 ore – con attività in aula e altre in azienda.
Salucci inoltre auspica una collaborazione con i Consigli di classe per la migliore realizzazione del progetto.
Infine propone che esperienze già avviate con successo dalla scuola – e cita anche l’attività della webradio – potrebbero essere delle buone pratiche da proseguire e strutturare meglio.

 

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La Buona Scuola: le critiche di prof e studenti

Alternanza scuola-lavoro, risorse economiche disponibili e figura del dirigente scolastico: questi i temi maggiormenti dibattuti da prof e studenti con gli ospiti del Laboratorio Interattivo di Politica dedicato alla “Buona Scuola”.

di Raul Cetatean

Due ospiti di rilievo istituzionale hanno partecipato al primo appuntamento del Laboratorio Interattivo di Politica dedicato alla riforma “La Buona Scuola”: la senatrice del Partito Democratico Francesca Puglisi e l’Assessore ai Saperi e alle Nuove Generazioni del Comune di Casalecchio di Reno Fabio Abagnato.

Dopo una breve sintesi di quella che è la riforma “Buona Scuola” da parte della senatrice, il dibattito si è spostato su alcuni punti approfonditi dal discorso iniziale: l‘alternanza scuola-lavoro, le risorse economiche disponibili e la figura del Dirigente Scolastico.

Il primo aspetto, ovvero l’alternanza scuola-lavoro, è stato quello più discusso in questo incontro. La legge propone per tutti gli studenti un’esperienza di scuola-lavoro durante l’anno scolastico – a partire dalla classe terza e per un totale di 200 ore nell’arco del triennio nei licei – e un curriculum dello studente.
Lo scopo sarebbe duplice: permettere allo studente di coltivare le proprie inclinazioni in itinere e orientarlo al meglio ai fini delle proprie scelte formative future.
A questo impianto sono state mosse diverse critiche, sia da parte degli studenti presenti che dei docenti.
La Dirigente Scolastica Marinella Cocchi, da parte sua, ha sottolineato la complessità organizzativa di tale percorso parallelo al tempo-scuola e la difficoltà di stabilire contatti non episodici con aziende o istituzioni che vogliano fattivamente aderirvi.
La senatrice Francesca Puglisi ha risposto a queste critiche dicendo che questa attività verrà finanziata dalla legge . Resta il fatto che però, per avere il tempo necessario, bisognerebbe riprogettare il piano dell’offerta formativa per aggiungere queste ore di attività all’interno della programmazione didattica ed educativa, anche nei licei.

Sul piano dei fondi, si interverrà anche sulla formazione dei docenti e dei dirigenti, sull’edilizia scolastica, sul piano informatico e tecnologico delle scuole.

La senatrice Puglisi si è in seguito soffermata sull’importanza della figura del Dirigente Scolastico. Infatti, il Dirigente Scolastico può assegnare un “bonus scolastico” ai professori, seguendo un criterio elaborato da un gruppo formato da docenti, rappesentanti dei genitori e degli alunni.
Si introduce anche il nuovo piano dell’offerta formativa (POF), che diventa triennale e che dovrà essere “curvato” secondo le necessità della scuola.
Il Dirigente Scolastico stesso sarà valutato ogni tre anni sulla base di criteri stringenti da un nucleo di ispettori ministeriali.

La Buona Scuola secondo Francesca Puglisi

E’ stata illustrata agli studenti del Liceo Da Vinci dalla senatrice Francesca Puglisi la nuova legge 107,  la cosiddetta “Buona Scuola”, al primo incontro del Laboratorio Interattivo di Politica lo scorso 12 novembre.

di Alessandra Tedeschi

All’inizio del dibattito è stato illustrato il motivo per cui è stata emanata la legge, prendendo in considerazione la drammatica situazione scolastica. La legge avrebbe lo scopo di favorire il futuro dei ragazzi, poiché, come ha affermato la senatrice, “i ragazzi sono i protagonisti del loro apprendimento”.

La norma riguarda, in modo particolare, i giovani e le loro prospettive lavorative. La senatrice a questo proposito dichiara: “Al centro della scuola ci siete voi studenti e grazie alla scuola dovete raggiungere il vostro obiettivo scolastico”.

Il punto fondamentale della legge, secondo il parere della Puglisi, è l’inserimento del curriculum dello studente nel suo percorso formativo: in questo modo il ragazzo potrà informarsi meglio sull’iter di studi che avrà intenzione di intraprendere.

Con l’introduzione della nuova norma sarebbe inoltre diminuito il tasso di disoccupazione dei docenti del 40%.

Alcuni punti fondamentali sui quali vuole agire la riforma sono lo studio dell’inglese, l’educazione civica, la storia dell’arte e la musica, ampiamente sottovalutati dai precedenti governi.

Una novità importante riguarda l’alternanza scuola-lavoro, argomento che ha scatenato un acceso dibattito tra la Puglisi e la dirigente scolastica Marinella Cocchi.
Quest’ultima ha dichiarato come questa idea sia interessante, ma purtroppo difficile da mettere in atto. Il maggiore ostacolo riscontrato è rappresentato dalla mancanza di tempo e da come incastrare l’alternanza scuola-lavoro con le attività scolastiche.
La Senatrice ha così ribattuto che, per la soluzione di questo problema, è necessario rivoluzionare radicalmente il metodo di insegnamento.

I professori hanno preso parte al dibattito focalizzando la loro attenzione sull’alternanza scuola-lavoro, sostenendo il punto di vista della Dirigente.

In conclusione i presupposti di applicazione della nuova normativa sono buoni, ma difficili da realizzare.

Open Hair, semplicemente wow!

Open Hair è il nome di uno spettacolo di danza contro la violenza sulle donne, al quale prenderanno parte, tra le altre, alcune giovani ballerine che frequentano il nostro liceo.

di Anita Farneti

open hairGrazie alle nostre compagne di scuola, io e  Julieta Sepulveda riusciamo a metterci in contatto con Paola Luciani, la fotografa ideatrice del progetto. La incontriamo nella stanza adiacente alla palestra in cui le ragazze stanno facendo le prove per lo spettacolo che si svolgerà il 21 novembre alle ore 21 a palazzo Albergati.

Quando e come nasce questo progetto?
Questo progetto nasce nel 2014, ero la fotografa del saggio di danza di queste ragazze, e quando le ho viste ballare con i capelli sciolti mi sono emozionata tantissimo e da lì mi è venuta l’idea.

Nello spettacolo i capelli hanno un ruolo importante, ci puoi spiegare i motivi di questa scelta?
I capelli rappresentano l’individualità di una persona, a differenza delle altre parti del corpo essi non si deteriorano. Non a caso nei lager la prima cosa che i nazisti facevano era rasare tutti a zero. Per le donne, se portati lunghi e sciolti, sono inoltre simbolo di femminilità.

Dappertutto nelle campagne contro la violenza sulle donne troviamo immagini di ragazze piene di lividi, sfigurate, con le bocche cucite. Perché tu al contrario hai deciso di non mostrare nessuna immagine di violenza?
Quando è iniziato questo progetto ho fatto esattamente ciò che hai fatto tu, mi sono documentata, ho partecipato a delle conferenze sull’argomento e ho scoperto che nessuno fa vedere ciò che la violenza ti porta via: bellezza, giovinezza, femminilità… Ed è per questo che ho deciso di farlo io.

Chi è il principale destinatario del messaggio che vuoi far trasparire da questo spettacolo?
Sono i giovani, sia maschi che femmine. Vorrei insegnare ai ragazzi il rispetto e alle ragazze a non reprimersi e a non sottomettersi. È per questo che sono andata a parlare in molte scuole, compresa la vostra.

Tutte le foto che ho visto sono state scattate in mezzo alla natura, come mai questa scelta?
Ho fatto questa scelta perché le ragazze riuscissero a mettersi in contatto con la loro parte più interiore. Mentre scattavo quelle foto, non avevano né un pubblico, né la musica, per far capire loro cosa significava essere veramente libere.

Con noi c’è anche Davide Lazzaroni, il cantante coinvolto in questo progetto. Rivolgiamo anche a lui qualche domanda.

Ci vuoi parlare della parte musicale dello spettacolo?
In scena saremo quattro musicisti, ed io sono il cantante. Alcuni dei brani che eseguiremo li abbiamo composti noi, altri no, e sono presenti delle parti cantate ed altre invece parlate. Il nostro scopo è mostrare come uno spettacolo possa toccare più sensi possibile, renderlo totalizzante.

In base a cosa avete scelto la location?
L’abbiamo trovata per caso e si è rivelata perfetta. Albergati aveva costruito una sala appositamente per mettere in scena gli spettacoli scritti dai suoi amici, come ad esempio Goldoni. Inoltre tra quelle mura si vocifera che Albergati in persona abbia ucciso suo moglie dopo aver scoperto un’infedeltà. Insomma, si sposa perfettamente con il progetto!

Si  è fatto tardi, ma prima di andare ci propongono di vedere un pezzo delle prove dello spettacolo.
Parte la musica e noi rimaniamo incantate. Tutto ciò che riusciamo a vedere è un turbine di capelli biondi, neri, rossi, lisci, ricci, mossi. Le ballerine a volte si muovono in modo rilassato, a volte frenetico, volteggiano, saltano, roteano, e davanti a quella meraviglia nella nostra mente riusciamo a distinguere un unico, semplice pensiero: “wow”.

La Buona Scuola al Liceo da Vinci

Si è svolto il 12 novembre il primo incontro del Laboratorio Interattivo di Politica sul tema della “Buona Scuola”. Ecco le prime foto della giornata.

Ospite della giornata Francesca Puglisi, senatrice PD, che ha dialogato con docenti, dirigente e studenti, e con l’assessore Fabio Abagnato, con il coordinamento del professor Andrea Marchi.

I nostri caporedattori hanno presentato ufficialmente il nostro nuovo blog!

andrea marchi leoradio Laboratorio Politica La Buona Scuola Leoradio Puglisi

Trovi tutte le foto sul nostro Album

Foto di Chiara Vannini

Nuova (o quasi) avventura per la redazione di istituto del Da Vinci

Dopo due anni di lotta strenua il Da Vinci ha una sua redazione di Istituto.

di Lorenzo Balbo

Tranquilli, tralasceremo il canonico sermone che abbiamo propinato pressoché ad ogni classe in tempo di reclute. Volevamo solo rendervi consapevoli, per quanto possibile, che per arrivare a questo punto – che consideriamo un trampolino di lancio e non un traguardo, sia chiaro – sono stati profusi impegno, tempo e tante, mi preme sottolinearlo, energie nervose.
Sappiamo che la cosa non toccherà – comprensibilmente – molti di voi, ma era giusto riconoscere i meriti di chi prima di noi non si è mai risparmiato per la causa del nostro Leo.

Il nostro tumultuoso iter cominciò più di un biennio fa.
All’epoca la webradio contava appena cinque iscritti – tre ritiratisi poi per anzianità, uno per seguire impegni politici maggior rilievo – il giornale si era da tempo arenato e la redazione fotografica era un’utopia.
Ora possiamo contare su un nutrito gruppo di ragazzi capaci e volenterosi e sul supporto di quali professionisti come l’instancabile Sara Carboni e il professor Andrea Marchi per la redazione radiofonica, il professor Francesco Genovesi per la giornalistica e il professor Giovanni Bencivenni per quella fotografica. A coadiuvarli saranno tre caporedattore – studenti, rispettivamente Giovanni Fornaciari  (5Cl), Giacomo Guizzardi (5B) e Chiara Vannini (5A): senza di loro staremmo parlando di niente.

Il progetto proposto è – e scusate se si cade nel banale – a nostro avviso interessante.
Seguiremo le vicende del nostro caro Liceo – vedi Assemblee e Laboratorio di Politica, senza perdere di vista ciò che ci circonda. Saremo infatti presenti in varie manifestazioni di carattere politico, sociale e culturale.

Avremo la possibilità di espandere il nostro prodotto all’interno dell’immenso oceano che è il Web grazie a piattaforme quali YouTube o social network come Facebook e Twitter. Contiamo, inoltre, di fare qualche comparsata su radio e giornali locali.
E quindi ecco che parte il nostro nuovo sito e, perché no, entro fine anno proveremo a vedere qualche copia cartacea dei nostri lavori supportati da autofinanziamento.
Insomma, vorremmo parlare e far parlare di noi, ma soprattutto fornire una valvola di sfogo al grande talento, spesso soppresso, che scalpita all’interno delle mura del Da Vinci.

Che dire, ringraziamo sentitamente tutti, studenti e professori, che ci hanno dato fiducia.
Invitiamo chi voglia accodarsi in corso d’opera o, più semplicemente, ricevere ulteriori informazioni a contattarci: sarete accolti a braccia aperte perché, e scusate un’altra banalità, ora più che mai abbiamo bisogno di voi.

Ricordo quando due anni fa, quasi per sbaglio, il professor Marchi mi confessò che “sarebbe stato bello avere una redazione di istituto”: lo abbiamo sognato, ci abbiamo sperato e, forse, ce l’abbiamo addirittura fatta.

Riparte il Laboratorio Interattivo di Politica

Anche quest’anno, con il mese di novembre, inizieranno i progetti extra scolastici tra cui il Laboratorio Interattivo di Politica. Anche la nostra redazione sarà in primo piano con interviste a tutti gli ospiti che interverranno.

Per saperne di più, abbiamo fatto qualche domanda al  professor Andrea Marchi, docente di di storia e filosofia del nostro Liceo, e coordinatore del LIP.

In che cosa consiste il corso e quali sono le sue finalità?
Il corso consiste in cinque incontri che si svolgeranno attorno a cinque problematiche del mondo contemporaneo.
Le finalità sono quelle di fare in modo che gli studenti che parteciperanno possano liberamente confrontarsi su questioni molto importanti che riguardano loro direttamente, ma riguardano anche tutta l’umanità, e farsene un’idea.

Quali argomenti tratterete? E su quali vi focalizzerete?
Il primo incontro, che sarà il 12 novembre, riguarderà l’applicazione della nuova legge sulla scuola, la Buona Scuola, nelle sue prime fasi, e avremo la presenza della senatrice Francesca Puglisi che ha contribuito all’estensione della legge.
Il secondo incontro, il 15 dicembre, riguarderà l’argomento importante dei migranti e dei rifugiati di cui parliamo tutti i giorni.
Il terzo e quarto incontro, il 21 gennaio e l’11 febbraio, riguarderanno le questioni ambientali, a partire dall’importantissima conferenza di Parigi che si terrà a dicembre e vedrà tutto il mondo interrogarsi sul proprio futuro ecologico.
L’ultimo incontro, il 10 marzo, sarà sulla Città Metropolitana in vista delle elezioni comunali di Bologna che ci saranno in primavera.

Come, secondo lei, questo corso amplierà le conoscenze dei giovani?
L’ambizione del laboratorio è proprio quella di fare in modo che chi partecipa, attraverso le letture e le discussioni, possa ampliare le proprie conoscenze in modo che da una conoscenza approssimativa data dai giornali, dai social network e dalle informazioni che un ragazzo può trovare casualmente, si possa fare un ragionamento.

I giovani d’oggi non prestano molto interesse alla politica attuale. Lei ritiene che questo laboratorio avvicinerà i ragazzi alla politica vista in senso ideologico e non solo riferita agli episodi di cronaca legati alla parte negativa e scandalistica che, attraverso i media, danno un’immagine distorta di essa facendo di ogni erba un fascio?
L’ambizione è proprio questa, cioè fare in modo che i ragazzi riscoprano una visione della politica come qualcosa che li riguarda direttamente e a cui possono e devono partecipare direttamente.

Quali sono le sue aspettative nei confronti dei ragazzi? E quali aspettative si aspetta da loro?
Visto che non è la prima volta che si fa questo laboratorio ma ha già un’esperienza di alcuni anni, possiamo dire che io rispetto che i ragazzi apprezzino innanzitutto la proposta che vien fatta e spero di corrispondere alle aspettative che i ragazzi hanno. Loro hanno le proprie aspettative e dovresti chiedere a loro quali sono ma spero che le loro aspettative trovino nel laboratorio almeno un punto di corrispondenza.

Si preannuncia un corso veramente interessante!

Gian Marco Martina