Speciale elezioni: Alphalista

Popolo davinciano è ora di scegliere. Fine ottobre, nonostante l’arrivo dei primi freddi il clima è rovente in casa Da Vinci: come tutti gli anni siamo in clima elettorale.
Districandoci tra una fitta giungla di volantini, annunci e post, arriviamo al cuore della questione, ovvero le liste dei candidati alla rappresentanza.

Abbiamo intervistato per voi la lista totalmente femminile, l’Alphalista, composta da Arianna Zanardi della classe 5BU e Ana Maria Sharkova della classe 5CL.

Quali sono i motivi della vostra candidatura?
Arianna: “Essendo in quinta, quindi all’ultimo anno, personalmente mi sento pronta a dare qualcosa alla scuola, assolutamente non ho la pretesa di cambiare la scuola ma almeno vorrei lasciare un contributo“.
Ana Maria: “Le mie motivazioni sono circa le stesse. Essendo in quinta ci sentiamo pronte a rappresentare le idee di tutti, perché secondo noi sono fondamentali il dialogo e la collaborazione, sia tra studenti che tra professori. Ci siamo candidate anche per evitare che fossero eletti nullafacenti che puntano solo a saltare ore di lezione”.

Quali sono i punti principali del vostro programma elettorale?
Arianna: “Uno dei punti fondamentali è quello che riguarda le assemblee di istituto. Noi vorremmo che fossero davvero un momento di partecipazione e di unione per tutta la scuola, per fare qualcosa di diverso tutti insieme”.
Interviene Ana Maria: “A differenza dell’anno scorso dove c’era molta dispersione, noi vogliamo fare più gruppi da poter scegliere in anticipo attraverso questionari da far passare per le classi prima di ogni assemblea per deciderne gli argomenti”.
Ancora Arianna: “Durante le assemblee vorremmo parlare di più argomenti perché, parlando di un solo argomento, in cinque anni abbiamo notato che la gente si annoia molto facilmente“.
Aggiunge Ana Maria: “L’assemblea non dovrebbe essere un momento in cui siamo obbligati ad ascoltare qualcosa che non ci piace o un giorno in cui saltiamo la scuola. Dovrebbe essere un giorno in cui ci informiamo sia sulle cose interne sia su quelle esterne alla scuola, parlando di argomenti che ci interessano per aumentare la partecipazione e il dialogo che sono molto importanti”.
Arianna: “Un’altra idea che ci venuta in mente è una manifestazione notturna che coinvolga altre scuole e che sia d’impatto. L’idea è di andare di notte con una luce in mano, e così è già di grande impatto visivo, facendo una sorta di processione, un corteo funebre per dire che la scuola è morta. In questa manifestazione vogliamo la presenza dei professori per protestare insieme perché noi studenti insieme ai professori siamo la scuola”.
Ana Maria: “Un altro progetto è il Da Vinci Green, cioè l’abbellimento degli esterni, piantando fiori e aiuole, sia in sede che in succursale, per rendere tutto un po’ più allegro. E abbiamo pensato anche all’organizzazione di gite di un giorno in comune con le altre classi, fuori dall’orario scolastico, in modo da coinvolgere l’intero istituto”.
Arianna: “Noi vorremmo proporre anche una GioArt (giornata delle arti) solo del Da Vinci per promuovere la creatività degli studenti in ambiti artistici. Le opere saranno esposte e si terrà un concorso in cui gli studenti stessi sceglieranno l’opera migliore”.
Ana Maria: “Un altro nostro progetto è un questionario di valutazione, uno per il trimestre e uno per il pentamestre, in cui gli studenti valutano l’operato dei professori. I criteri di valutazione sono: la puntualità, la chiarezza delle spiegazioni, la capacità espressiva e l’oggettività della valutazione. Sarà un modo per farci sentire e per dimostrare la nostra consapevolezza. Le valutazioni verranno poi ovviamente sottoposte alla preside”.

Per quanto riguarda il discorso autogestione/occupazione?
Ana Maria: “Secondo noi l’autogestione è un contesto propedeutico per informare gli studenti e anche gli insegnanti, che, se vogliamo farci davvero sentire, deve concludersi con un’occupazione. L’autogestione è infatti un mezzo di informazione mentre l’occupazione è un metodo di protesta, in quanto anche atto illegale. Se dovessimo occupare, l’occupazione terminerà con il corteo notturno per dimostrare che siamo attivi e che ci interessa quello che accade intorno a noi”.
Aggiunge Arianna: “Io non sono dell’idea degli altri candidati che dicono che non ci sono i motivi: i motivi per occupare ci sono eccome, l’Italia sta andando a rotoli. Quello che non c’è è la partecipazione e la volontà degli studenti. Una cosa che mi ha dato fastidio è che si dica che la gente non vuole occupare perché non ci sono i motivi: la gente non vuole occupare perché nell’anno dell’ultima occupazione la preside tolse le gite. Sono la prima che trova giusto che la gente non protesti più perché è stato tolto loro il contentino della gita. Vuol dire che se basta così poco per fermarli allora il loro interesse non era così alto. Penso sia molto più importante combattere per i nostri diritti piuttosto che per due giorni di gita“.

Luca Cavazzini

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