Due pazzi all’inferno

Proprio due pazzi sono quelli che si sono esibiti il 21 ottobre nella sala conferenze della biblioteca comunale di Casalecchio di Reno.

Nel pomeriggio del 21 ottobre il professor Federico Cinti, insegnante di letteratura e filosofia presso il Liceo da Vinci, e il suo ex alunno Leonardo Ventura, frequentante l’accademia di teatro di Bologna, si sono esibiti in un duetto alla riscoperta della cantica infernale scritta da Dante tra il 1304 e il 1308, per un pubblico di circa centocinquanta persone tra insegnanti e studenti.

Nonostante i due non siano più legati dal rapporto studente-insegnante, che noi tutti viviamo ogni giorno tra i banchi di scuola, hanno deciso di mettere in scena una lezione parodica all’insegna della Commedia più studiata in Italia e all’estero.
Ancora una volta il professor Cinti ha quindi analizzato per il suo alunno il viaggio che Dante immagina di intraprendere nell’oscuro regno di Lucifero, accompagnato dal grande maestro Virgilio, tra gravi amarezze, scene commoventi e incontri ravvicinati con anime infernali.

Non essendo dotato della facoltà della vista il professor Cinti ha recitato a memoria ogni singolo verso, passando dal commovente canto quinto di Paolo e Francesca e della loro storia d’amore adultero che li ha portati alla dannazione eterna, al primo canto che ironicamente Leonardo ha giudicato come noioso e inutile, pur essendo l’incipit di una storia del tutto innovativa per il suo tempo.

Tra scherzi e battute i due si sono soffermati su ogni canto che hanno recitato, analizzando passo passo le parole del poeta che ha apparentemente la presunzione di potersi sostituire a Dio e decidere chi debba essere condannato alle pene eterne dell’inferno. Ma la verità è che anche lui sa di essersi perso nella “selva“ del peccato e compie questo viaggio in mezzo a peccatori come lui dei quali rievoca le debolezze e gli istinti,come l’amore, a cui nessuno di noi si può ribellare.

L’amore è stato certamente il tema centrale dell’rappresentazione nelle sue due diverse sfaccettature di atto di ragione verso la divinità a cui dobbiamo prestare fede e devozione, oppure come atto carnale che porta alla follia e alla disperazione, così come avviene per Dante con Beatrice della quale è follemente innamorato.

Il viaggio con Dante e i nostri due attori si è concluso con un caloroso applauso da parte del pubblico studentesco, e sicuramente questo rappresenta ancora una volta il potere accademico che hanno le lezioni al di fuori delle noiose aule di scuola a cui siamo abituati, e del grande desiderio che i professori hanno di farci apprezzare ciò che a noi sembrano solo parole messe in fila per fare rima.
Inoltre è fantastico vedere come uno studente e un professore possano rimanere così legati fuori dall’ambito scolastico grazie ad una passione comune: la letteratura.

Gregorio Marchesini

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