La storia di Carlos Luis Collado: intervista a Giulia Casarini

Carlos Luis era un giovane del Costa Rica. Quando morì aveva solo 25 anni. Venne in Italia per studiare: si laureò al Sant’Orsola in anatomia patologica. Il suo insegnante, il dottor Businco, sosteneva la lotta di resistenza: Carlos lo aiutava a curare i feriti. Quando il dottore venne arrestato, Carlos decise di unirsi alla 63a brigata partigiana Garibaldi”.

Così Giulia Casarini descrive Carlos Luis Collado Martinez, il giovane costaricense ucciso dai tedeschi nel 1944 a Casalecchio di Reno, durante la strage del cavalcavia: alla storia di Carlos Luis, Giulia ha dedicato il suo libro 9813 Chilometri di Memoria.

Quando abbiamo chiesto a Giulia perché si fosse interessata alla storia Collado Martinez, ci ha risposto che questa storia possiede, secondo lei, una grande potenza: “Mentre siamo abituati a pensare ai partigiani che proteggono le loro terre, le loro case, le loro famiglie, Carlos qui non aveva nulla. Carlos poteva partire, poteva tornare a casa, poteva scappare, poteva non combattere questa guerra. Invece scelse, per dei valori ideali che si portava dietro dal suo paese – un paese di pace – di combattere. Si mise in gioco per qualcosa di veramente universale”.

Proprio a causa delle sue origini, “In Italia di Collado Martinez si sa pochissimo”, ci racconta Giulia: “abbiamo la sua tesi di laurea, abbiamo alcune sue foto; però di come vivesse, di cosa facesse, abbiamo davvero poche testimonianze. Per questo scrivere un libro che fosse realistico è stato difficile: tant’è che alla fine, per scriverlo sono riuscita a mettermi in contatto con i suoi fratelli, in particolare Hernán, che viene ampiamente citato nel libro.”
Con la famiglia di Carlos Luis l’autrice è ancora in contatto: “Vengono a Casalecchio quasi tutti gli anni, si è instaurato un rapporto quasi d’amicizia. C’è una grande riconoscenza da parte loro.”

Scrivendo questo libro per ragazzi, Giulia confida di trasmettere anche ai più giovani gli ideali che hanno mosso Carlos.
“Spero che bambini e ragazzini non solo capiscano cos’è stata la lotta di resistenza, di liberazione, ma anche che essa possa ispirare gli stessi valori in loro.”

Elena Armaroli

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