Speciale elezioni: i risultati

Vi presentiamo i nostri rappresentanti d’istituto e le loro idee

Nella giornata del 30 ottobre siamo riuscite a rubare 5 minuti di tempo a Chiara Vannini (5A), Matteo Sacco (5B) di Listante, Michele Isola (4AE) di Listacontinua e Arianna Zanardi (5BU) di Alphalista per conoscerli meglio e mettere in luce i loro progetti futuri di quest’anno.

Ecco ciò che siamo riuscite ad ottenere!
Abbiamo chiesto se si sarebbero mai aspettati di essere eletti e con nostro grande stupore li abbiamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda, una qualità importante in questo ambito, ovvero erano tutti molto positivi e speranzosi riguardo agli esiti.
Ci hanno poi confidato la loro immensa felicità datagli dai risultati delle elezioni ed incentivata dalla loro fiducia.

Per quanto riguarda i loro piani, già divulgati durante la propaganda elettorale, hanno intenzione di tenerli tutti in considerazione e sullo stesso piano, senza accantonarne alcuno.

Quelli prima attuabili e veloci riguardano le future assemblee, tra cui la prima potremmo aspettarcela a novembre, e il tutorato, che ha già cominciato a prendere forma in questi giorni e a reclutare studenti pronti a dare una mano.

Quelli invece più impegnativi, ma non impossibili, richiedono permessi che non sono solo di competenza dei rappresentanti, quali autogestione, occupazione di certe aule durante l’orario pomeridiano e il progetto delle ore di attualità da inserire nelle ore scolastiche.

A noi sono parsi veramente coinvolti e seri, speriamo che questo fuoco continui a bruciare d’interesse e attendiamo con ansia i frutti del loro impegno.

Mettetecela tutta e buona fortuna!

Beatrice Lelli e Denise Passuti

Speciale elezioni: Listacontinua

In occasione dell’elezione dei rappresentanti di istituto di quest’anno, ho intervistato Michele Isola e Roberta Bova, i due candidati della Listacontinua.

Quali sono i motivi per la vostra candidatura?
Roberta: “Mi sento in grado di sostenere un impegno del genere e vorrei fare la rappresentante per poter dare il mio contributo alla scuola nonostante sia qui da solo un anno”.
Michele: “Mi è stato chiesto cosa vorrei fare da rappresentante d’istituto. Dall’esperienza dell’anno scorso ho capito che è più importante come si agisce che non l’azione stessa.
Ciò che mi piacerebbe ottenere quest’anno è un modo per poter vedere una collettività di studenti molto più partecipativa di quanto non sia stata finora. La spinta che da due anni ormai mi porta a candidarmi è quella brutta sensazione di inerzia che provavo prima nei confronti di un sistema che vedevo sbagliato. Credo che se ogni studente sentisse questa sensazione, e capisse di poter fare qualcosa per cambiare, vivremmo in una scuola molto diversa. Una scuola viva. Quello che voglio fare da rappresentante è provare a creare nuove realtà scolastiche di consapevolizzazione del sistema in cui viviamo: sistema che di qui a qualche anno saremo noi a portare avanti. Iniziative come le ore di attualità, i corsi di politica, le assemblee, hanno senso solo se alla fine di ogni incontro, un nuovo studente sarà disposto ad organizzare quelli successivi, poiché avrà capito l’importanza di se stesso nella società.
Nel pratico vorrei riuscire a coltivare le tre forme di assemblea lanciate l’anno scorso: quelle d’istituto,i consigli studenteschi e gli incontri del nucleo organizzativo. Dare una cadenza regolare agli ultimi due e stimolarne la partecipazione penso che sia la chiave di una scuola con una componente studentesca attiva e cosciente di ciò che è. Una volta realizzato questo chiedersi cosa fare è quasi una banalità: l’umanità barcolla e noi abbiamo tutte le forze di sostenerla, se scegliamo di farlo. Fermatevi un secondo a riflettere. Riflettere su che ruolo volete assumere nel mondo: potete essere persone buone o cattive, oppure fregarvi di cosa siete. Potete guardare e urlare di fronte a ciò che l’uomo sta facendo a stesso, oppure voltarvi e vivere sereni. Potete tornare a casa dopo scuola e vivere come vi hanno insegnato a vivere da sempre, oppure riflettere sul perché fate cosa e sul perché non fate qualcos’altro. Io credo che valga la pena impiegare parte del nostro tempo a pensare a ciò che ci circonda, anche solo per sapersi salvare nel momento in cui saremo noi a stare male. Sapere che una giacca che viene venduta a 200$ è stata pagata 3 cent all’operaio che l’ha prodotta non vi farà stare bene, ma vi permetterà di poter scegliere se acquistarla o meno. Di fatto se non si è informati non si ha libertà di scelta, o di pensiero, poiché non si ha nulla da scegliere, o da pensare. Io vi invito a informarvi, e a scegliere, perché l’operaio che deve prostituire una figlia per nutrire gli altri cinque, è responsabilità della giacca che indossiamo. Le correnti che cambiano e distruggono il clima, è responsabilità della nostra aria condizionata. Le generazioni sterminate dai gas tossici emessi dalle raffinerie in Africa sono responsabilità delle nostre penne a sfera. Ogni componente per noi insignificante della nostra vita ha un peso per l’umanità intera. E noi dobbiamo poter scegliere che parte avere in tutto questo, perché altrimenti qualcun altro sceglierà al posto nostro, e non sarà per il bene comune. Cosa voglio fare da rappresentante d’istituto? Voglio informare la gente“.

Qual è il programma della vostra lista?
Ore orizzontali: 2h curricolari al mese dedicate a temi di attualità
Tessere sconti per bar, pizzerie, cinema, librerie
Aula Autogestita: spazio all’interno della scuola che appartenga agli studenti
Beneficenza: partecipazione attiva a progetti di beneficenza
Volontariato: organizzazione di attività di volontariato
Sport: occasioni per fare sport insieme
Tinteggiatura interni ed esterni
Macchinette: introdurre cibi che siano stati scelti dagli studenti

Guglielmo Duss

Speciale elezioni: Apocalist

Ottobre sta per concludersi e al Liceo Leonardo da Vinci la propaganda elettorale entra nel vivo.

Nuove e vecchie facce si affrontano quest’anno per la carica di rappresentante d’istituto, ma ha fatto clamore soprattutto la candidatura di due ragazzi di terza, nati quindi nel 1999.
Andiamo a conoscere qualcosa in più sul loro conto.

Per tutti coloro che non vi conoscono: come vi chiamate? Come avete nominato la vostra lista?
Noi siamo Luca Righi e Leonardo Pini, siamo di 3A e la nostra lista si chiama Apocalist.

Raramente in passato dei ragazzi di terza si sono candidati, come mai voi, invece, avete deciso di presentarvi?
Perché abbiamo delle idee nuove che vogliamo proporre a tutti gli studenti del liceo e inoltre ci riteniamo abbastanza intraprendenti.

Quali sono queste idee? Che cosa vorreste fare in veste di rappresentanti d’istituto?
Prima di tutto vorremmo rivoluzionare le assemblee, chiamando come ospiti delle plenarie scrittori emergenti come Antonio Dikele Distefano (autore del libro Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?, Mondadori) o sportivi del calibro di Marco Belinelli o personalità emergenti uscite non solo dal nostro liceo, nonché giovani manager di aziende del territorio che godono di fama internazionale.
Vorremmo inoltre continuare a fare delle merende solidali, per poter così raccogliere i fondi da usare per la creazione della fatidica area relax che da anni viene richiesta, magari dotandola anche di un piccolo router.
Abbiamo come obiettivo anche quello di istituire le 2 ore di attualità mensili e non 4, poiché andrebbero a togliere troppo tempo utile per lo svolgimento del programma curricolare. In esse, ogni classe avrà il ruolo di scegliere l’argomento su cui discutere, come ad esempio la politica italiana.
Infine vorremmo organizzare delle feste d’istituto, una ogni 2/3 mesi, e un ballo di fine anno a maggio o a giugno, però non in discoteca ma in un palazzo, con cui abbiamo già stabilito dei contatti.

Laura Rigobello

Speciale elezioni: Listante

Sono appena state presentate le liste dei rappresentanti d’istituto e bisogna decidere chi ci rappresenterà durante quest’anno scolastico.
Abbiamo intervistato la lista LISTANTE presentata da Chiara Vannini (5A) e Matteo Sacco (5B).
Ci impressiona la grande quantità di obiettivi che hanno presentato e l’attenzione prestata nell’ideare proposte mirate a rendere più tranquillo e familiare il tempo che noi tutti dovremo passare a scuola.

Hanno pensato di sfruttare al meglio le ore scolastiche inserendo 4 ore mensili durante le quali, alunni e professori, potranno discutere argomenti di attualità per noi più interessanti.
Per quanto riguarda le ore extracurricolari, durante le quali vengono già svolte svariate attività che però non vengono riconosciute, propongono di inserire premi e riconoscimenti da attribuire alle persone che parteciperanno a tali attività.
Per migliorare i rapporti interpersonali hanno proposto di creare un comitato feste che organizzi eventi come grigliate, pool party e gite d’istituto. Quanto detto per ottenere attività extracurricolari di qualità che coinvolgano più studenti possibile.
Per agevolare lo studio è stato proposto un progetto di tutorato, quindi ripetizioni pomeridiane svolte a scuola da alunni più grandi in maniera gratuita e orientamento universitario svolto da ex alunni del Liceo Da Vinci.
Gli alunni potranno disporre di una tessera salva prezzo, in modo tale da poter risparmiare in alcuni locali della zona circostante l’istituto.
La lista propone anche varie attività di volontariato e ripropone un’attività già in atto, che si è già dimostrata valida, cioè la merenda solidale la quale, a differenza degli anni scorsi non sarà a nome di una classe, ma a nome dell’istituto stesso.
Verrà proposto l’inserimento di prodotti più apprezzabili nelle macchinette già esistenti e l’inserimento di nuove macchinette per il cambio, oltre alla migliore distribuzione della carta igienica nei bagni.
La lista LISTANTE propone, tramite un concorso interno al nostro Liceo, la scelta di un logo da usare su maglie, felpe, calzetti, astucci, teli da bagno e un bellissimo annuario stile USA.
Vannini e Sacco in merito alle assemblee di istituto hanno deciso di creare fogli informativi prima delle stesse in modo tale da rendere pubbliche le finalità dell’assemblea ed avere maggiore affluenza, vogliono istituire un nucleo organizzativo per avere gruppi fissi, quindi mantenere una continuità durante tutte le assemblee.
Gli alunni verranno tenuti informati e verranno rese pubbliche le attività svolte a scuola grazie a collegamenti diretti con la redazione del giornalino d’istituto e la redazione del giornalino di Casalecchio.
Noi vi abbiamo presentato i punti della lista Listante e loro stessi hanno proposto una buchetta delle idee attraverso la quale potrete esporre ogni vostro desiderio, quindi non ci resta che attendere i risultati delle elezioni dei rappresentati di istituto che avverranno tra qualche giorno.

Yuri Mimmi

 

Speciale elezioni: Alphalista

Popolo davinciano è ora di scegliere. Fine ottobre, nonostante l’arrivo dei primi freddi il clima è rovente in casa Da Vinci: come tutti gli anni siamo in clima elettorale.
Districandoci tra una fitta giungla di volantini, annunci e post, arriviamo al cuore della questione, ovvero le liste dei candidati alla rappresentanza.

Abbiamo intervistato per voi la lista totalmente femminile, l’Alphalista, composta da Arianna Zanardi della classe 5BU e Ana Maria Sharkova della classe 5CL.

Quali sono i motivi della vostra candidatura?
Arianna: “Essendo in quinta, quindi all’ultimo anno, personalmente mi sento pronta a dare qualcosa alla scuola, assolutamente non ho la pretesa di cambiare la scuola ma almeno vorrei lasciare un contributo“.
Ana Maria: “Le mie motivazioni sono circa le stesse. Essendo in quinta ci sentiamo pronte a rappresentare le idee di tutti, perché secondo noi sono fondamentali il dialogo e la collaborazione, sia tra studenti che tra professori. Ci siamo candidate anche per evitare che fossero eletti nullafacenti che puntano solo a saltare ore di lezione”.

Quali sono i punti principali del vostro programma elettorale?
Arianna: “Uno dei punti fondamentali è quello che riguarda le assemblee di istituto. Noi vorremmo che fossero davvero un momento di partecipazione e di unione per tutta la scuola, per fare qualcosa di diverso tutti insieme”.
Interviene Ana Maria: “A differenza dell’anno scorso dove c’era molta dispersione, noi vogliamo fare più gruppi da poter scegliere in anticipo attraverso questionari da far passare per le classi prima di ogni assemblea per deciderne gli argomenti”.
Ancora Arianna: “Durante le assemblee vorremmo parlare di più argomenti perché, parlando di un solo argomento, in cinque anni abbiamo notato che la gente si annoia molto facilmente“.
Aggiunge Ana Maria: “L’assemblea non dovrebbe essere un momento in cui siamo obbligati ad ascoltare qualcosa che non ci piace o un giorno in cui saltiamo la scuola. Dovrebbe essere un giorno in cui ci informiamo sia sulle cose interne sia su quelle esterne alla scuola, parlando di argomenti che ci interessano per aumentare la partecipazione e il dialogo che sono molto importanti”.
Arianna: “Un’altra idea che ci venuta in mente è una manifestazione notturna che coinvolga altre scuole e che sia d’impatto. L’idea è di andare di notte con una luce in mano, e così è già di grande impatto visivo, facendo una sorta di processione, un corteo funebre per dire che la scuola è morta. In questa manifestazione vogliamo la presenza dei professori per protestare insieme perché noi studenti insieme ai professori siamo la scuola”.
Ana Maria: “Un altro progetto è il Da Vinci Green, cioè l’abbellimento degli esterni, piantando fiori e aiuole, sia in sede che in succursale, per rendere tutto un po’ più allegro. E abbiamo pensato anche all’organizzazione di gite di un giorno in comune con le altre classi, fuori dall’orario scolastico, in modo da coinvolgere l’intero istituto”.
Arianna: “Noi vorremmo proporre anche una GioArt (giornata delle arti) solo del Da Vinci per promuovere la creatività degli studenti in ambiti artistici. Le opere saranno esposte e si terrà un concorso in cui gli studenti stessi sceglieranno l’opera migliore”.
Ana Maria: “Un altro nostro progetto è un questionario di valutazione, uno per il trimestre e uno per il pentamestre, in cui gli studenti valutano l’operato dei professori. I criteri di valutazione sono: la puntualità, la chiarezza delle spiegazioni, la capacità espressiva e l’oggettività della valutazione. Sarà un modo per farci sentire e per dimostrare la nostra consapevolezza. Le valutazioni verranno poi ovviamente sottoposte alla preside”.

Per quanto riguarda il discorso autogestione/occupazione?
Ana Maria: “Secondo noi l’autogestione è un contesto propedeutico per informare gli studenti e anche gli insegnanti, che, se vogliamo farci davvero sentire, deve concludersi con un’occupazione. L’autogestione è infatti un mezzo di informazione mentre l’occupazione è un metodo di protesta, in quanto anche atto illegale. Se dovessimo occupare, l’occupazione terminerà con il corteo notturno per dimostrare che siamo attivi e che ci interessa quello che accade intorno a noi”.
Aggiunge Arianna: “Io non sono dell’idea degli altri candidati che dicono che non ci sono i motivi: i motivi per occupare ci sono eccome, l’Italia sta andando a rotoli. Quello che non c’è è la partecipazione e la volontà degli studenti. Una cosa che mi ha dato fastidio è che si dica che la gente non vuole occupare perché non ci sono i motivi: la gente non vuole occupare perché nell’anno dell’ultima occupazione la preside tolse le gite. Sono la prima che trova giusto che la gente non protesti più perché è stato tolto loro il contentino della gita. Vuol dire che se basta così poco per fermarli allora il loro interesse non era così alto. Penso sia molto più importante combattere per i nostri diritti piuttosto che per due giorni di gita“.

Luca Cavazzini

Due pazzi all’inferno

Proprio due pazzi sono quelli che si sono esibiti il 21 ottobre nella sala conferenze della biblioteca comunale di Casalecchio di Reno.

Nel pomeriggio del 21 ottobre il professor Federico Cinti, insegnante di letteratura e filosofia presso il Liceo da Vinci, e il suo ex alunno Leonardo Ventura, frequentante l’accademia di teatro di Bologna, si sono esibiti in un duetto alla riscoperta della cantica infernale scritta da Dante tra il 1304 e il 1308, per un pubblico di circa centocinquanta persone tra insegnanti e studenti.

Nonostante i due non siano più legati dal rapporto studente-insegnante, che noi tutti viviamo ogni giorno tra i banchi di scuola, hanno deciso di mettere in scena una lezione parodica all’insegna della Commedia più studiata in Italia e all’estero.
Ancora una volta il professor Cinti ha quindi analizzato per il suo alunno il viaggio che Dante immagina di intraprendere nell’oscuro regno di Lucifero, accompagnato dal grande maestro Virgilio, tra gravi amarezze, scene commoventi e incontri ravvicinati con anime infernali.

Non essendo dotato della facoltà della vista il professor Cinti ha recitato a memoria ogni singolo verso, passando dal commovente canto quinto di Paolo e Francesca e della loro storia d’amore adultero che li ha portati alla dannazione eterna, al primo canto che ironicamente Leonardo ha giudicato come noioso e inutile, pur essendo l’incipit di una storia del tutto innovativa per il suo tempo.

Tra scherzi e battute i due si sono soffermati su ogni canto che hanno recitato, analizzando passo passo le parole del poeta che ha apparentemente la presunzione di potersi sostituire a Dio e decidere chi debba essere condannato alle pene eterne dell’inferno. Ma la verità è che anche lui sa di essersi perso nella “selva“ del peccato e compie questo viaggio in mezzo a peccatori come lui dei quali rievoca le debolezze e gli istinti,come l’amore, a cui nessuno di noi si può ribellare.

L’amore è stato certamente il tema centrale dell’rappresentazione nelle sue due diverse sfaccettature di atto di ragione verso la divinità a cui dobbiamo prestare fede e devozione, oppure come atto carnale che porta alla follia e alla disperazione, così come avviene per Dante con Beatrice della quale è follemente innamorato.

Il viaggio con Dante e i nostri due attori si è concluso con un caloroso applauso da parte del pubblico studentesco, e sicuramente questo rappresenta ancora una volta il potere accademico che hanno le lezioni al di fuori delle noiose aule di scuola a cui siamo abituati, e del grande desiderio che i professori hanno di farci apprezzare ciò che a noi sembrano solo parole messe in fila per fare rima.
Inoltre è fantastico vedere come uno studente e un professore possano rimanere così legati fuori dall’ambito scolastico grazie ad una passione comune: la letteratura.

Gregorio Marchesini

Run the world, girls!

Marzo 2010
…la carica di rappresentante è stata occupata negli anni, all’interno del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, da ragazzi molto diversi tra loro: c’è stato il fattone, l’intellettuale, il buffone, il politicamente impegnato. E poi l’idolo delle primine, il lavativo (che non si faceva vedere nemmeno alle assemblee) il silenzioso, l’occupante, l’impacciato. E poi ancora il non occupante, l’attore e l’uomo invisibile dopo aver combinato un casino con gli annuari…
Ribadisco, ragazzi molto diversi tra loro. Ma con una piccola caratteristica in comune: tutti maschi. Da cinque anni o più le ragazze del Da Vinci non sembrano propense a tentare la scalata verso il potere.

Da quando mia sorella scrisse questo articolo per il vecchio giornalino della scuola, il Vitruviano, sono oramai passati ben 5 anni. Naturalmente le cose adesso sono cambiate, vero? Adesso il numero delle rappresentanti d’istituto è decisamente aumentato, se non fino a superare quello degli uomini, giusto? AHAHAHAHA, ma non fatemi ridere!

Da quando sono arrivata in questo liceo la presenza massima femminile è stata di 1 su 4. Eppure sono tante le fanciulle che partecipano alle assemblee e alle manifestazioni, si interessano a temi di attualità, si impegnano per una buona riuscita di un’occupazione o di un’autogestione.
La partecipazione c’è, solo che nella maggior parte dei casi è molto silenziosa. Questo perché ancora nel 2015 la politica è considerata una pratica quasi esclusivamente “per uomini”. Stereotipi tuttora esistenti ci fanno credere che tutte le qualità che servono per ruoli come questi, come la grinta, il carisma e l’astuzia, siano assenti nella stragrande maggioranza delle ragazze.

Dopo tutto quello che ho scritto capirete come sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo scoprire che quest’anno la metà dei candidati è femmina. Sarò sincera, non ho idea di quali siano i punti della lista che esse vogliono presentare, poiché l’assemblea in cui parleranno sarà fra qualche giorno, ma sono comunque felice che si siano fatte avanti perché sono l’esempio che qualcosa, finalmente, sta cambiando.

Anita Farneti

La storia di Carlos Luis Collado: intervista a Giulia Casarini

Carlos Luis era un giovane del Costa Rica. Quando morì aveva solo 25 anni. Venne in Italia per studiare: si laureò al Sant’Orsola in anatomia patologica. Il suo insegnante, il dottor Businco, sosteneva la lotta di resistenza: Carlos lo aiutava a curare i feriti. Quando il dottore venne arrestato, Carlos decise di unirsi alla 63a brigata partigiana Garibaldi”.

Così Giulia Casarini descrive Carlos Luis Collado Martinez, il giovane costaricense ucciso dai tedeschi nel 1944 a Casalecchio di Reno, durante la strage del cavalcavia: alla storia di Carlos Luis, Giulia ha dedicato il suo libro 9813 Chilometri di Memoria.

Quando abbiamo chiesto a Giulia perché si fosse interessata alla storia Collado Martinez, ci ha risposto che questa storia possiede, secondo lei, una grande potenza: “Mentre siamo abituati a pensare ai partigiani che proteggono le loro terre, le loro case, le loro famiglie, Carlos qui non aveva nulla. Carlos poteva partire, poteva tornare a casa, poteva scappare, poteva non combattere questa guerra. Invece scelse, per dei valori ideali che si portava dietro dal suo paese – un paese di pace – di combattere. Si mise in gioco per qualcosa di veramente universale”.

Proprio a causa delle sue origini, “In Italia di Collado Martinez si sa pochissimo”, ci racconta Giulia: “abbiamo la sua tesi di laurea, abbiamo alcune sue foto; però di come vivesse, di cosa facesse, abbiamo davvero poche testimonianze. Per questo scrivere un libro che fosse realistico è stato difficile: tant’è che alla fine, per scriverlo sono riuscita a mettermi in contatto con i suoi fratelli, in particolare Hernán, che viene ampiamente citato nel libro.”
Con la famiglia di Carlos Luis l’autrice è ancora in contatto: “Vengono a Casalecchio quasi tutti gli anni, si è instaurato un rapporto quasi d’amicizia. C’è una grande riconoscenza da parte loro.”

Scrivendo questo libro per ragazzi, Giulia confida di trasmettere anche ai più giovani gli ideali che hanno mosso Carlos.
“Spero che bambini e ragazzini non solo capiscano cos’è stata la lotta di resistenza, di liberazione, ma anche che essa possa ispirare gli stessi valori in loro.”

Elena Armaroli

Ultime news dalle qualificazioni per Euro 2016

Passano a sorpresa Irlanda del Nord e Albania. Clamoroso primo posto nel ranking FIFA per il Belgio

Con l’ultima tranche di partite di ieri sera, possiamo dire quasi del tutto conclusa la questione qualificazioni, con le terze di ogni girone che saranno impegnate ancora negli spareggi domenica sera.

Gli azzurri dopo la vittoria di ieri, si confermano primi ed imbattuti nel girone H, davanti a Croazia e Norvegia. Nonostante però questi grandi risultati della nostra nazionale, sarà il Belgio l’ultima delle sei teste di serie dei gironi di Euro 2016, che con la vittoria di ieri, si issa al primo posto del ranking mondiale Fifa, lasciandosi alle spalle Argentina e Germania. Risultato che lascia di stucco tutte le sfidanti, considerata la spoglia bacheca di trofei dei “Diavoli Rossi”.

Ma le vere sorprese di queste qualificazioni sono ben altre. Fra tutte spiccano senz’altro l’Irlanda del Nord, l’Islanda, il Galles, l’Albania e l’Austria, che per la prima volta nella loro storia staccano il biglietto di partecipazione ai gironi di un Europeo.
Altra grande sorpresa, ma in negativo questa volta, è l’Olanda, che per la prima volta dal 1984, non centra la qualificazione ad un Europeo. Gli “Orange” di Van Persie, sono stati a dir poco disastrosi nel corso della fase di qualificazione, chiudendo definitivamente con una sconfitta e un autogol, proprio del loro bomber sopracitato.

Ma chi merita una menzione speciale sono i fautori di queste qualificazioni, o meglio coloro che hanno trascinato, vittoria dopo vittoria, le proprie nazionali. Per il Galles, chi se non il sensazionale Bale, che si è caricato sulle spalle una squadra sfavorita sulla carta, confermando un secondo posto storico; e come non citare il CT dell’Albania, Gianni de Biasi, grande centrocampista di Brescia e Palermo negli anni ’80, che ha ottenuto vittorie di prestigio, tra cui quella contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, all’inizio delle qualificazioni.

Ovviamente di spettacolo ne abbiamo avuto, e non poco, come non pochi sono i gol segnati in queste qualificazioni, che ci fanno ben sperare. E con l’augurio che le sorprese non siano finite qui, attendiamo tutti con ansia i pomeriggi estivi al bar con gli amici, accompagnati da “familiare di peroni gelata”, per sostenere gli azzurri.

Simone Cossu

Per non dimenticare

Seconda Guerra Mondiale, 1944. Per fermare l’avanzata dei nemici angloamericani, che avevano già liberato tutto il sud e buona parte del centro Italia, il feldmaresciallo tedesco Albert Kiessling istituisce una linea difensiva che congiunge idealmente Massa Carrara sul Tirreno e Pesaro sull’Adriatico, tagliando nettamente in due l’Appennino Tosco-emiliano.

Kießling vorrebbe spostare la poi battezzata Linea Gotica sulle Alpi, poiché più facilmente difendibile, ma Hitler si oppone fermamente.

Dalla fine dell’agosto del ’44 gli angloamericani – al cui fianco combatteva il nuovo esercito italiano – tentano di superare la barriera difensiva tedesca, appoggiata da diversi reparti della repubblica Sociale Italiana di Mussolini. Dopo iniziali faticosissimi successi, soprattutto in Romagna dal novembre dello stesso anno, la linea difensiva si stabilizza definitivamente per l’inverno.

Il 9 ottobre 1944, a seguito di ripetuti scontri armati tra nazisti e partigiani avvenuti presso Rasiglio – località dell’Appennino bolognese al confine tra Sasso Marconi e Monte San Pietro – una serie di rastrellamenti tedeschi porta alla cattura di tredici militanti della Resistenza.
Il giorno seguente, i “ribelli” vengono legati a pali e cancellate sottostanti il cavalcavia di Casalecchio di Reno con cappi di filo spinato attorno al collo per essere poi uccisi barbaramente.
Ad occuparsi dell’esecuzione è il plotone comandato dal generale Manfred Schmidt che, dopo la strage, si consegna volontariamente alle truppe nemiche. Oltre ad una mappatura completa delle principali postazioni difensive nazifasciste, il disertore forse fornisce ai liberatori anche una lista di nomi di soldati macchiatisi di terribili crimini durante i combattimenti della Resistenza, probabilmente con l’obiettivo di crearsi una nuova identità.

Al termine del Conflitto Mondiale, i soldati americani apriranno inchieste per fare luce sulle esecuzioni tedesche, ma gli oltre 600 fascicoli raccolti saranno occultati dal governo italiano nel cosiddetto Armadio della Vergogna di Palazzo Cesi a Roma, scoperto solo nel 1994 dal giornalista Franco Giustolisi.
A sessantacinque anni di distanza, il Tribunale militare di Verona, incaricato del processo, deciderà di non procedere nei confronti di Schmidt per “presunta morte del reo”. L’1 dicembre 2010, la sentenza sarà confermata e resa definitiva dalla Corte Militare d’Appello di Roma.

Anche in occasione di questo settantunesimo anniversario dell’Eccidio del Cavalcavia, la comunità casalecchiese si è stretta attorno al ricordo delle vittime. Ma mentre Angelo Gamberini, davanti al monumento eretto in onore del cugino Ubaldo Musolesi, uno dei tredici uccisi, si rivolge ai ragazzi presenti affermando che la Resistenza deve insegnarci “l’inutilità della guerra e la necessità di essere sempre pronti a combattere per la libertà”, da Ankara giunge la notizia di un attentato kamikaze durante una marcia pacifista.
Per non dimenticare, appunto.

Lorenzo Balbo